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La “Carovana NoTap/NoSnam” ha fatto tappa a Tolentino

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Messa in evidenza la pericolosità del gasdotto che attraverserà le zone terremotate
tolentino carovana no tap

Sabato 13 gennaio a Tolentino il Comitato NoTap (Transadriatic pipeline) ha fatto tappa con la Carovana No Tap/No Snam. Nella cittadina marchigiana, che porta ancora i segni evidenti del sisma del 2016, sono stati accolti in una delle poche sale ancora agibili a ospitare un partecipato incontro, dimostrando ai manifestanti che nonostante le evidenti difficoltà, della popolazione, c’è molto interesse per quanto accade nelle campagne di San Basilio di Melendugno (Lecce). Ma proprio l’essere reduci da un devastante sisma, ha fatto sì che l’interesse si sia trasformato in sconcerto nell’apprendere che il tracciato passerà su zone altamente sismiche, questo è evidente in base alle planimetrie che la stessa Snam fornisce: un problema che non riguarda solo quel piccolo lembo di terra chiamato Salento, ma tutti gli oltre 4000 km interessati al passaggio di questa gigantesca opera per noi inutile e dannosa per buona parte del territorio nazionale.

Dopo l’intervento di tipo tecnico, per spiegare in dettaglio di cosa si tratta, molte sono state le domande riguardo a eventuali danni ambientali e sui rischi per le popolazioni. Dalle discussioni, emerse a margine dell’incontro, è risultato palese che tra Tap, Snam e l’intero Corridoio Sud del gas, non esista nessuna differenza. Si acuisce la sensazione di un ennesimo abbandono da parte dello Stato, con decisioni che escludono la sovranità e i pareri delle popolazioni.

Intanto è notizia di una settimana fa che a Lecce sono state riaperte le indagini, in precedenza archiviate, sull’iter autorizzativo per la costruzione del gasdotto Tap, richiesta dal procuratore Leonardo Leone De Castris e dal pm Valeria Farina Valaori per “l’esigenza di effettuare nuove investigazioni”, con l’iscrizione nel registro degli indagati di tre soggetti: il Country Manager di Tap Michele Mario Elia, la rappresentante legale della società Claudia Risso e il direttore generale delle Infrastrutture energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico, Gilberto Dialuce. L’ipotesi di reato è TRUFFA. Forse il castello di sabbia comincerà a crollare, quello di chi ha ideato un progetto approssimativo e pericoloso, che mette a repentaglio la vita umana e il nostro habitat a fronte di giochi di interesse e speculazioni.

sito del comitato:

http://notransadriaticpiperline.blogspot.it

articoli de La Rucola sull’argomento:

1 – http://larucola.org/2017/04/03/reportage-da-colfiorito-non-basta-il-sisma-ora-anche-il-gasdotto/

2 – http://larucola.org/2017/09/22/il-gasdotto-avanza-inesorabile-verso-le-nostre-zone-montane-terremotate/

3 – http://larucola.org/2017/12/03/il-ministro-calenda-minimizza-ma-la-situazione-e-ben-altra/

4 – http://larucola.org/2017/12/12/nuova-perla-dal-ministro-calenda-dicce-n-bo-ma-ce-si-o-ce-fai/

17 gennaio 2017

 

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