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Mendicante… in difesa della dignità del corpo insegnante

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Un ruolo di somma importanza svilito da Stato, autorità scolastiche e dai genitori
mendicante

Caro mendicante, girando l’angolo di una via per andare verso la piazza ho trovato te, che hai teso la mano per chiedere qualche cosa. La tua mano era tremolante e dentro di me ho pensato che poteva essere per il freddo ma, riflettendo ancora, era ben altra cosa: paura che ti trattassi male o più semplicemente vergogna di fare quel gesto per chiedere.

 

Insegnanti trattati come pezzenti

Non ti devi vergognare. Le vicissitudini della vita, qualche incomprensione in famiglia, oggi quasi usuale, soprattutto quando non sei più attivo, la mancanza di lavoro… non lo so, ma per chiedere quella mano non commette alcun reato. Allora non ti vergognare! Attualmente ci sono altre persone che per quel che riceveranno si vergogneranno, per essere trattati peggio di pezzenti. Sono gli insegnanti, perché ancora una volta viene offesa la loro dignità per quella miseria di aumento di stipendio che riceveranno. Lasciamo da parte gli aumenti dei vigili del fuoco ai quali avrei dato il doppio per il lavoro gravoso fatto con vero senso di disciplina, competenza e amore verso il prossimo, difatti mai li ho sentiti dire “Vaffa…”.

 

Ecco chi si dovrebbe vergognare

Si dovrebbero invece vergognare quei dirigenti che già percepiscono un lauto stipendio e più di loro gli alti dirigenti che li hanno inseriti nell’elenco degli aventi diritto (arriva quasi a 500 euro lordi contro gli 80 lordi degli insegnanti). D’altra parte chi ha stilato le tabelle poteva lasciarli fuori? Oltre a riempire loro pancia dovevano riempire quella dei loro simili: cane non mangia cane! Gli insegnanti sono messi al ludibrio perché il prossimo, che forse è il più vicino avendo i figli a scuola, dice: “Figurati, hanno avuto 80 euro di aumento sullo stipendio…”.

 

Magari fossero 80 euro…

Quel prossimo non sa che i signori dirigenti ministeriali hanno, prima di stabilire la somma da dare, fatto i conti. Siccome gli 80 euro sono troppi (quando in Europa percepiscono quasi tre volte di più di quello che ricevono i nostri) bisogna decurtarli. Allora cari insegnanti quando tenderete la mano, sicuri di avere ottanta euro, sentirete una bacchettata sul palmo perché non saranno tanti ma, in più, ci sarà la ritenuta per questo, per quello, per quell’altro e vi diranno: accontentatevi della elemosina di 40 e poco più di euro, perché questi troverete nello stipendio, perché la differenza se l’è ripresa lo Stato! E mica devi godere solo tu insegnante: così godiamo in due facendo finta di averteli dati tutti! Insegnanti, abbiate coraggio e buttateglieli in faccia.

 

Si guadagna di più all’angolo della strada

Francamente consiglierei loro, visto come sono trattati, di mettersi all’angolo della strada a mendicare, sicuramente a fine mese ricaveranno di più di quello che riceveranno ora. Allora sì che vedreste la mano tremolante, per la dignità stracciata dallo Stato e anche da altri, perché essendo trattati come pezze da piedi, possono essere insultati, picchiati… tutto si può fare per come li ha ridotti il comportamento di una parte della società, soprattutto i genitori dei ragazzi e anche le autorità scolastiche, sempre pronte a essere dalla parte dei genitori, considerando gli insegnanti come schiavetti della loro boria e della loro prepotenza. E allora caro mendicante non ti vergognare e tendi la tua mano, ma ferma, avrai accanto tante dignitose persone che, come te, saranno costrette a chiedere un euro e che ti saranno accanto.

Ninì de Quinto

15 maggio 2018

 

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