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Notizie vere, curiose e divertenti… “Burla di cacciatori”

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Racconto tratto dalla serie “Dicerie popolari marchigiane” di Claudio Principi
cacciatori

Burla di cacciatori – Il farmacista di piazza sòr Pippo Francavilla era molto appassionato di caccia ma per via dell’età ormai avanzata e della pesante corporatura, la sua attività venatoria si limitava agli appostamenti fissi: la nucétta, la pandiéra o la pòsta a le palómme.

 

Tutti a caccia a Cigliano

Gli amici, batti e ribatti, riuscirono a portarlo in campagna convincendolo a partecipare a una cacciata alla lepre, e la battuta venne organizzata nella zona di Cigliano. Come base logistica venne scelto Grastacuccu, un contadino che era su un terreno di cui era proprietario uno dei cacciatori. Sòr Pippo aderì alla battuta in considerazione del fatto che il terreno di Grastacuccu era comodo, pianeggiante.

 

Il lauto pranzo

Levatisi all’alba e portatisi sul posto di prima mattina, i cacciatori per alcune ore esplorarono il terreno ma senza esito. Sòr Pippo, stanco e trafelato, non vedeva l’ora che la compagnia si ritirasse nella casa colonica per il pranzo preparato dalla vergara. Consumato il pasto, lasciando immaginare la scorpacciata fatta dal ghiotto sòr Pippo, i cacciatori decisero di insistere nella ricerca delle lepri che, perbacco!, i contadini avevano segnalato.

 

La pènneca

Concessero a sòr Pippo una opportuna esenzione visto che affermò di sentirsi tuttu sconocchjatu, cioè con le ossa rotte. Addirittura lo convinsero a farsi tranquillamente una pènneca, un sonnellino, e subito Grastacuccu dette l’ordine alle donne di casa di preparare un letto per sòr Pippo. E così, ripartiti gli altri per la caccia lui si ritirò nella camera, si spogliò e, beatamente, si coricò. Dopo alcuni secondi già russava.

 

Lo scherzo

Furono queste russate a dare il via alla burla che i compagni avevano predisposto. Questi, dopo aver fatto finta di ripartire, nascosti dietro un pagliaio attendevano il segnale del contadino per fare ritorno alla casa e procedere allo scherzo. Con spago e aghi da materassaio cucirono sòr Pippo entro le lenzuola il più strettamente possibile, poi spalancarono le imposte della finestra e sgattaiolarono fuori.

 

La sparatoria

Dall’esterno della casa, postisi sotto la finestra di sòr Pippo, e preso di mira con i fucili il soffitto della camera, fatta la conta come alla nucétta, i bravi cacciatori spararono contemporaneamente. Il povero sòr Pippo, svegliato di soprassalto dal boato e dai calcinacci che gli piovvero addosso, sobbalzò e tentò terrorizzato la fuga ma, logicamente, non riuscì a divincolarsi. Sono da immaginare le matte risate dei suoi amici e le rassicurazioni del proprietario del terreno al contadino circa il risarcimento dei danni subiti.

6 agosto 2018

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