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Serrapetrona, un contenitore unico per le opere salvate dal sisma

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Tutte le opere di arte sacra recuperate dalla chiese inagibili custodite a Santa Maria di Piazza
serrapetrona s.maria di piazza

Il 2018 è l’anno Europeo del patrimonio culturale. Un anno per riflettere e dialogare sul valore che il patrimonio culturale riveste per la nostra società, per imparare ad averne cura. Non ci poteva essere anno migliore per il Comune di Serrapetrona per far tornare a risplendere 26 opere d’arte salvate dal sisma del 2016.

 

Il progetto

Immagini e arte sacra recuperate dalle chiese inagibili del territorio comunale, verranno esposte in mostra nella Chiesa di Santa Maria di Piazza, che riapre al pubblico dopo i restauri del terremoto del 1997. Un progetto ambizioso per il quale hanno lavorato in sinergia l’Assessorato alla Cultura del Comune di Serrapetrona, con il coordinamento scientifico della Soprintendenza Archeologica, Belle arti e Paesaggio delle Marche, l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche e la Parrocchia di San Clemente. Fondamentale il sostegno della Regione Marche e della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata.

 

La restituzione

Sabato 17 novembre alle ore 17,00, durante l’evento “Il Bello…della ricostruzione. L’arte salvata si mostra”, verranno rese visibili le opere e la Chiesa. Si tratta di una vera e propria restituzione alla città di tele e crocifissi a cui i residenti sono molto devoti, immagini patrimonio culturale e sociale della comunità, entrate a far parte per tanti anni della vita quotidiana dei cittadini, tornano ad essere nuovamente fruibili.

Un unico contenitore culturale

Serrapetrona è il primo comune ricadente nel cratere sismico maceratese a realizzare un contenitore culturale unico, capace di accoglierle in sicurezza per garantirne la corretta salvaguardia e rendendole inoltre disponibili al pubblico, in attesa che i luoghi di provenienza, dopo la ristrutturazione, possano tornare a ospitarle. Grande è la soddisfazione dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco Silvia Pinzi, che ha voluto fin dai primi recuperi avvenuti a pochi giorni dai grandi terremoti, che le opere restassero in paese per farle tornare nuovamente ai cittadini. Un progetto che si è potuto realizzare anche grazie alla professionalità e alla cura impiegate nella messa in sicurezza delle tele e degli oggetti sacri, dai Carabinieri del Nucleo Tutela Beni Culturali, dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, dai Vigili del Fuoco e dagli stessi dipendenti comunali.

 

Don Aronne Gubinelli

Per Don Aronne Gubinelli, parroco di San Clemente, questo è un momento importante per la vita dell’intera cittadina. L’unico rammarico che ha il Parroco è quello che purtroppo quadri e crocifissi non si potranno venerare, presumibilmente ancora per molto tempo, nel luogo che li ha accolti per anni o secoli, anche se alcune tele rientreranno nella stessa Chiesa di Santa Maria, come la pala d’altare “l’Assunzione della Madonna con putti e gli Arcangeli Michele e Gabriele”, opera del Valeri del XVIII secolo. Il dipinto verrà riposizionato nella sua cornice di gesso originaria.

8 novembre 2018  

 

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