Convegno: la cultura per ripartire

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Una sfilata di Vip e di vuote

parole all’Abbadia di Fiastra

 

 

Cosa potrà scaturire dal ricco convegno (100 Vip) che si è svolto all’Abbadia? Non basta la titolazione dell’incontro, non bastano, allo stesso modo, la fama di tanti importanti personaggi presenti a rimettere in moto automaticamente e a far ripartire la cultura marchigiana.

 

Forum dopo forum

È passato circa un anno dal “forum” celebrato nell’aprile 2011, nel contempo nulla si è mosso; immagino che fra un anno si riorganizzerà un altro simposio per tornare a dibattere sull’argomento senza nulla di concreto in mano, senza un progetto organico, credibile, attuabile. Forse è presunzione esprimere un mio giudizio su di un così alto contesto, non essendo numerato nell’elenco dei cento, sprovvisto di alcun titolo accademico. Cionondimeno vorrei esprimere la mia opinione ed esporre alcune mie considerazioni sull’argomento cultura.

 

La cultura? Non crea tensioni sociali!

Certamente il momento è pieno di difficoltà; conosciamo tutti i problemi venutesi a creare con la crisi economica. Mancano di conseguenza le risorse da indirizzare a un settore come la cultura, in quanto non crea tensioni sociali come accade in altri comparti delle attività produttive, dove l’ipotesi di perdite occupazionali generano allarmi e conflitti, giusto pertanto favorire gli investimenti in quei settori che incidono maggiormente sulla vita degli italia-ni.

 

La cultura? Non porta voti!

La cultura purtroppo è stata sempre considerata una cenerentola, una figlia indesiderata; la politica ha sempre tra-scurato la cultura in generale, in modo particolare alcuni settori con la giustificazione “non porta voti”. Forse questo è vero, non porta voti, però potrebbe generare occupazione e benessere se le si dedicasse maggiore attenzione. Altre nazioni vicine e meno vicine si stanno organizzando spendendo cifre importanti per valorizzare i loro patrimoni culturali, sono e lo saranno di più in seguito i nostri ostinati concorrenti. Ora, non sarà il convegno all’Abbadia a risolvere i problemi della cultura marchigiana, che mi è sembrato solamente una passerella di belle figure.

 

Le frasi della politica…

Nel contesto si sono svolti 4 tavoli divisi per tematiche, dal dibattito sono emerse considerazioni come: “Strategie e spunti di riflessione”, boh? E ancora: “Come cultura alla base di uno sviluppo competitivo fondato sulla sostenibilità”, ancora boh? Di seguito la perla del Governatore Spacca: “Bisogna guardare a orizzonti lontani per rafforzare il territorio”. Amen! L’assessore Marcolini: “L’Istituzione regionale non vuole solo confrontarsi, quanto essere contesto e strumento di riflessione, l’esigenza è duplice (…) tentare di superare l’ipnosi della crisi”. Vacue parole prive di significati concreti che dicono nulla.

 

Giudizio! amici miei…

O ci sono le risorse o non ci sono! Non ci sono e non ci saranno nel prossimo futuro, allora cerchiamo di utilizzare con giudizio quel poco disponibile, rivedendo e correggendo anomalie come l’utilizzo del personale del settore, sviluppare un rapporto nuovo con le classi imprenditoriali emergenti (vedi Della Valle) coinvolgendole con le dovute e giuste agevolazioni nella gestione del territorio, portare attraverso una modifica legislativa l’applicazione dell’Iva nel settore dal 23% al 4% su tutti gli investimenti, sia che provengano dallo Stato dalle Regioni, dai Comuni, sia soprattutto dai privati. Ci sarebbe tanto altro da dire, ma basta così per il momento, non facciamo un altro polo! Però, qualcosa va’ fatto.

Umberto Migliorelli

 

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