Pierpaolo Calavita sul Monte Athos

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Un fotoreporter in viaggio

per i luoghi delle religioni

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Il fotoreporter Pierpaolo Calavita si è recato in Grecia, sul Monte Athos, che i greci chiamano anche Monte Santo, e ha riportato con sé immagini e impressioni.

 

Perché il Monte Athos?

athos-2Un mio amico ci era stato 20 anni fa e aveva il desiderio di ripetere l’esperienza; come reporter appassionato di reportage mi sono sentito stimolato, anche perché avevo in animo di fare una serie di servizi sui luoghi delle religioni e questa è stata la prima tappa.

 

Reportage facile o complicato?

athos-3Per certi versi direi complesso. Intanto è consentito l’ingresso solo a 100 visitatori al dì: 90 ortodossi e 10 di altre confessioni; è vietato l’accesso alle auto per cui ci si sposta a piedi su un terreno difficile, riuscendo a percorrere un chilometro e mezzo in tre ore. L’alternativa, in caso di lunghe tratte, è andare per mare e visitare i monasteri darsena per darsena ma, così facendo, più di uno al giorno non si riesce a farne. Nel sud poi non ci sono strade e non volendo andare a piedi c’è il mulo.

 

Chi abita il Monte Athos?

athos-4Sono tutti monaci ortodossi, salvo poche persone con funzione di forza lavoro. Niente alberghi e i pellegrini sono accolti nei monasteri a titolo gratuito, anche se le offerte sono gradite; i monaci sono in genere ospitali pur se alcuni di loro ti fanno sentire un ospite indesiderato, specialmente con i giornalisti sono molto restii a farsi riprendere.

 

Come è scandita la loro vita?

athos-5E’ regolata dal sole: alzata alle 4, colazione alle 8, pasto alle 16 e vespri alle 17. Per noi un disastro, dovendo rientrare obbligatoriamente alle 17 avevamo tempi ristretti per i nostri giri; sarebbe stato meglio in estate, quando le giornate sono più lunghe e quando i monaci non portano il loro cappotto che li nasconde e in foto non rende bene.

 

Oltre a quella religiosa, quali attività svolgono?

athos-6Il Monte Athos è la culla dell’ortodossia e, religiosamente, è fermo al 900 dopo Cristo. Per la vita di tutti i giorni qui la carne è bandita, vivono di pesca, i monaci coltivano gli orti che a volte raggiungono dopo un lungo percorso, poi hanno tante arnie e ottimo miele.

 

I monasteri come sono?

athos-7Hanno il loro fascino, spesso suggestivi per come sono inseriti in un ambito naturale che ha del meraviglioso, ci sono monasteri che vivono in povertà e altri nell’opulenza “turistica”, dove una cintura è venduta a 80 euro e un piccolo borsello a 70 euro.

 

Che ti è rimasto dentro?

athos-8Una discrepanza. Una difformità tra pensiero e azione: non si può vivere la fede solo credendo che basti pregare per raggiungere la pienezza di Dio. Vi spiego… mi aspettavo di trovare un luogo rispettato come dovrebbe esserlo un luogo di fede, invece l’ho trovato bellissimo ma maltrattato! I monaci costruiscono ovunque ci sia uno spiazzo, i monasteri sono puliti ma intorno, sui greppi, ci sono discariche a cielo aperto. I residui di tutto ciò che entra via mare non ripartono per la stessa via ma restano qui, sparsi un po’ ovunque e questo si nota di più sui sentieri meno frequentati. Non si può pregare e poi trattare il creato come una discarica! Ero andato per vedere e ho visto ciò che non mi aspettavo.

Fernando Pallocchini

 

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