Il treno con la settima classe

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di Alvaro Norscini

treno

 

La comicità può divenire politica? Forse. Di sicuro sta accadendo il contrario, ossia che i politici di spicco (ancora si possono chiamare politici?) si stanno trasformando in… tragi-comici a scapito di tutta la nazione. Attori di se stessi si ostinano a recitare un copione ormai privo di un riscontro reale anzi, sotto certi aspetti, quasi demenziale. In ogni caso un copione imposto da una sorta di concelebrazione politica comune.Commedie, sceneggiate, farse e barzellette da una parte, la loro, mentre la realtà, la nostra, è ben diversa: loro, i politici, lo sanno? La realtà è quella che si ostinano a nasconderci, camuffandola in “crisi economica”, promuovono terapie di risanamento a breve termine tenendo ben nascosti i tempi lunghi di recessione sociale ed economica. Il futuro è tutt’altro che roseo e la recessione obbligherà molti di noi a un radicale cambiamento del tenore di vita che per anni ci ha accompagnato, quel falso benessere consumistico che oggi presenta all’incasso la cambiale che ci hanno fatto firmare e rinnovare anno dopo anno. Con la crisi e la recessione è uscito dalla nebbia, più vigoroso che mai, quel debito pubblico che mai ci ha lasciato e che, comunque, appariva come un ritornello in ogni discorso politico e nei confronti fra i partiti. Chi è che non ha fatto un viaggio in treno? Ebbene, sarebbe da allestire un lungo convoglio ferroviario per farci salire tutti gli italiani e avviarli a un lungo viaggio, sempre accompagnati da quel debito pubblico che come ombra li segue: quale sarà la stazione di arrivo? Ricordate? Anni fa i vagoni erano divisi in tre classi, ogni classe si differenziava per comodità e nel prezzo del biglietto: la prima classe, confortevole, era la più costosa; poi veniva la seconda e infine la terza, economica. In questo nuovo convoglio ipotetico (ipotetico?) le classi delle carrozze non sono più tre ma, purtroppo, sette! Gli ultimi, quelli che viaggiano in settima classe, sono saliti su un carro scoperto inadeguato anche per delle bestie. La cosa più sconcertante è che in questo viaggio (ipotetico o reale?) il prezzo del biglietto è invertito: chi ha meno comodità paga il prezzo più alto, fino a giungere a chi, in prima classe, non solo non paga il biglietto ma riceve sostanziosi bonus! La meta di questo treno? Un baratro. Precipiteremo tutti di sotto?

 

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