250 giovani nuotatori maceratesi senza più piscina

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La gestione della “tinozza”

di viale Don Bosco è andata…

a Fiuggi: cure termali?

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Macerata non è una città sportiva! No, Macerata è sportiva, sono gli Amministratori attuali a non amare lo sport, con buona pace dell’Assessore Alferio Canesin che si dà tanto da fare. Lube docet. Lo dice anche il polo natatorio di Fontescodella, che sa tanto di favola cittadina di quelle che si raccontano ai bimbi per farli dormire, reale solo nel mutuo che la città sta pagando senza avere le vasche per nuotare. Ma non basta.barelli-camilloni-aitelli Sulle pagine, web e cartacee, de La rucola spesso abbiamo pubblicato la notizia delle medaglie conquistate dai piccoli nuotatori maceratesi. Dietro i successi c’è la tenacia e l’amore per lo sport di un gruppo di persone che fa capo ad Alfredo Camilloni, c’è Macerata Nuoto che in pochissimi anni, appena quattro, partendo dal nulla, ha saputo creare un gruppo oggi forte di 250 ragazzi e ragazze, che hanno tenuto alto il nome di Macerata prima a livello provinciale, poi regionale e ora anche a livello nazionale. Tutto lavorando in quella che, ironizzando affettuosamente, abbiamo chiamato “tinozza”, cioè la piscina di viale Don Bosco, ristrutturata in attesa del polo natatorio di Fontescodella. Macerata Nuoto ha dato alle famiglie maceratesi un “luogo dell’anima” dove sotto il segno dello sport i giovani fanno gruppo vivendo insieme una attività sana, per il corpo e per la mente. Hanno realizzato nella realtà oggettiva quello di cui i politici, troppo spesso, parlano come pura teorizzazione: socializzazione positiva. Un bel lavoro di gruppo, purtroppo, disatteso. Uno “sciagurato” bando di concorso, stilato in modo semplicistico (ma nulla avviene per caso…), ha fatto sì che a vincere l’appalto per la gestione della piscina di viale Don Bosco sia stata una società di Fiuggi; la sua offerta è stata la più bassa (50mila euro di fronte a costi di gestione di 200mila euro) e Macerata Nuoto è fuori. Soprattutto saranno fuori i 250 giovani del nuoto agonistico: figli di famiglie maceratesi. Perché fuori? Perché con 50mila euro non sarà possibile gestire la piscina per cui si opereranno tagli sulla manutenzione e sull’attività sportiva; puntando invece su attività commercialmente più redditizie. Fuori perché non è stata aggiunta una postilla, che altrove aggiungono, in cui avrebbe dovuto essere scritto di lasciare spazi e tempi per l’attività sportiva. Oggi Macerata ha un gruppo di giovanissimi agonisti forti e medagliati, istruttori e allenatori di primo piano ma… sono rimasti senza piscina! Un “tesoro” che non deve essere disperso! Durante la conferenza stampa tenuta da Macerata Nuoto, affollatissima, un genitore ha affermato: “Ho due figli agonisti e mi sono posto una camillonidomanda: perché a Macerata quando le cose funzionano devono essere stroncate!” Anche una mamma è intervenuta. “Camilloni ha scelto una equipe di istruttori meritevoli e competenti; nonostante le tante difficoltà hanno aiutato a crescere i miei figli in una sana attività sportiva”. Un’altra ancora: “Si sono interessati anche al nuoto paraolimpico!” Solidarietà è giunta anche da Civitanova e un rappresentante delle famiglie i cui figli frequentano l’Ippocampo ha detto: “Qualsiasi cosa farete vi saremo vicini!” A dar man forte a Macerata Nuoto sono anche arrivati il Presidente regionale FIN, Fausto Aitelli e Luigi Barelli di Aurelia Nuoto. In definitiva essendo la piscina comunale realizzata con denaro pubblico deve mantenere una forte valenza sociale, non deve finire in puro momento commerciale: sono i cittadini (in questo caso giovanissimi) a dover essere sempre al centro dell’attenzione, non il business! Che succederà ora? Ha affermato Camilloni: “Intanto la nostra associazione non chiude e metteremo il Comune di fronte a una grossa responsabilità, chiedendo spazio e tempo per permettere a questi giovanissimi atleti maceratesi di continuare ad allenarsi e a vincere!”

Fernando Pallocchini

Servizio fotografico Photofal

 

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