Belly Dance

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In questi tempi difficili ecco

i benefici effetti della danza orientale

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L’origine della danza orientale (Raks Sharki) o Belly Dance si perde nella notte dei tempi ed è giunta in Europa con la campagna napoleonica d’Egitto (1798) che riscoprì la terra dei Faraoni. Naturalmente era già conosciuta grazie agli attivi scambi commerciali tra i vari stati europei e il mondo arabo e dai resoconti di mercanti, marinai, viaggiatori e studiosi. Era una danza ritenuta sacrilega per il modo come le ballerine mostravano e usavano il loro corpo, ma non è stata abolita perché è una felice espressione di armonia e accordo tra corpo e mente. Tramandata da madre in figlia è giunta fino a noi ed è ormai conosciuta in tutto il mondo e praticata nei vari stili, antichi e contemporanei. Lo spettatore rimane affascinato dalle sequenze seducenti, sinuose, ed eleganti di queste danzatrici che mostrano con orgoglio pancia (belly) e corpo ornato da splendenti costumi composti da reggiseno, cintura e gonna. Le ballerine indossano anche bracciali e manicotti; mentre le perline e le paillettes pendenti dalla “cintura”, all’altezza del giro fianchi, fanno risaltare i sapienti movimenti del bacino. Questa danza trasmette energia, voglia di vivere, buon umore e riserva a chi la pratica ben oltre dieci benefici. Naturalmente dietro c’è costante impegno, dura preparazione, allenamenti e prove. Vediamo che dicono al riguardo alcune giovani donne, parte interessata in quanto appassionate maestre e ballerine che vivono tra le Province di Macerata e Fermo. Due domande alla maestra Francesca Guglielmi di Penna San Giovanni (MC), con esperienza decennale, che tiene corsi di questa disciplina presso la palestra Olimpya Club di Servigliano (FM). Che si proponeva la danza orientale delle origini? “La danza orientale in origine (al tempo degli antichi egizi) era una danza sacra, praticata solo dalle sacerdotesse in onore degli dei”. Che vuole trasmettere e comunicare? “Negli anni questa danza si è evoluta e oggi vuol trasmettere al pubblico più cose. Da parte di alcune danzatrici arabe, a esempio, a volte è anche una forma di protesta per la condizione delle donne in quei paesi; in occidente è sicuramente una espressione di femminilità, di gioia, nonché di piacere nel guardare una performance eseguita in maniera il più possibile perfetta dal punto di vista tecnico e artistico. Per quanto mi riguarda quando ballo quello che spero di trasmettere è la mia gioia e la mia passione per quanto sto facendo”.

A tre appassionate danzatrici abbiamo posto altre due domande, la prima: che rappresenta per te la danza orientale? La seconda: cosa t’insegna? Piacevoli le risposte.

 

Moira Nunzi di Montegiorgio (FM)

1 – “Per me rappresenta una bella fetta della mia vita. È il mio ossigeno, il mio antidepressivo; con la danza posso socializzare con chi ha la mia stessa passione e tuffarmi totalmente in questo mondo a parte, che mi distrae dai problemi quotidiani. È la medicina migliore che io possa mai aver preso”. 2 – “La danza orientale e fusion, oltre ad avermi insegnato un miglior portamento, benessere fisico, autostima, buon umore, approccio positivo con gli altri, piacere a essere ammirata, mi ha anche insegnato l’umiltà e la voglia di dare e ricevere, la sorellanza nella condivisione. La danza per me è una forma di comunicazione con gli altri; comunicazione delle mie emozioni che cerco a trasmettere a chi vede le mie esibizioni e che spero riesca a sentire almeno una piccola parte di ciò che sento e voglio comunicare. La danza continua a insegnarmi qualcosa ogni giorno, tanto che ho intrapreso anch’io l’insegnamento di questa arte meravigliosa. Continuo comunque a essere una allieva, perché cerco sempre di aggiornarmi con stage e percorsi formativi inerenti soprattutto la Tribal Fusion che è una contaminazione della Belly Dance con altri stili di danza”.

 

Sara Bentivogli di Falerone (FM)

1 – “Pratico la danza orientale dal 2008, ho iniziato per curiosità a frequentare un corso dell’insegnante Francesca Guglielmi a Servigliano; poi, appassionata, ho continuato con lei fino al 2012, facendo saggi di fine anno e spettacoli in varie località della zona, ho inoltre conosciuto e studiato con altri insegnanti nei diversi stage in tutta Italia. È stato proprio in uno di questi stage che ho conosciuto l’insegnante Alexia Sagripanti e nel 2013 ho intrapreso un percorso di studio con lei e la sua scuola Nura danze a Civitanova Marche. La danza orientale rappresenta per me un modo di esprimere la mia femminilità ed è un ottimo allenamento per fisico e mente. Con la danza cerco di trasmettere le mie emozioni e, soprattutto, la mia allegria”. 2 – “La danza è sicuramente benessere fisico, buon umore, inoltre si acquisisce molta sicurezza in se stessi, si impara a interagire con la gente e collaborare con le colleghe”.

 

Alessandra Salvucci di Urbisaglia (MC)

1 – “Per me la danza orientale è una disciplina che ti permette di conoscere e far apprezzare al meglio agli altri e soprattutto a te, la tua persona; ti permette di trasmettere e trasmetterti emozioni particolari e speciali nei movimenti, nello sguardo, nella movenza delle mani e del corpo”. 2 – “Io ho iniziato nel 2010 e ho avuto la fortuna di avere come insegnante una grande interprete di questo stile di danza. Grazie a lei sono riuscita ad apprezzare tutte le potenzialità che questa danza ha tirato fuori da me. Mi ha insegnato a essere più tranquilla, a non temere il giudizio degli altri, ad apprezzare quello che riuscivo a trasmettere e a essere meno timorosa. Importanti sono il divertimento e il buon umore che nascono mentre ballo. Il miglioramento che ho subito notato è senz’altro sul portamento: non guardare in basso, schiena dritta e… vai! E non è solo una questione fisica ma una lezione di vita il fatto di riuscire a mostrarsi mettendosi in gioco”.

di Eno Santecchia

 

In foto le Oriental Angels

 

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