Appignano: brava Caterina che salva una micetta!

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Un bel gesto che speriamo ponga fine alle polemiche

 la gatta sulla pianta 1

Malgrado vedesse addensarsi sopra di lei la tempesta che l’avrebbe annientata nel campo di sterminio nazista, Anna Frank continuava a credere nell’intima bontà dell’uomo.

Ildiko Bajnoczi mi ha raccontato un avvenimento che mi piace trasmettere. Alcuni giorni fa, durante una serata di pioggia gelida, una gattina di Ildiko, ospite della ribattezzata “colonia felina”, si era rifugiata terrorizzata in cima a un albero e non voleva scendere, malgrado i richiami di Ildiko. A questo punto, l’addetta del canile Caterina Cirioni, presa una scala, recuperava la micia salendo a un’altezza di circa quattro metri. E poiché la gattina non voleva saperne di rimanere nel gattile con gli altri quattro mici, Caterina la ricoverava al sicuro e al caldo in un prefabbricato annesso, insieme con un gattino nero di pochi mesi, da giorni ospitato. Ildiko mi ha riferito che Caterina ha poi adattato l’apertura da cui i mici escono ed entrano dal “luogo protetto” comunale, in modo che possano passare solo i gatti e non animali di taglia maggiore.

È d’obbligo, dopo gli avvenimenti passati, dare il giusto riconoscimento a Caterina Cirioni, sottolineando il suo gesto, per l’umanità dimostrata nell’evento raccontato. Non era obbligata a salire sull’albero per recuperare una gattina intirizzita e terrorizzata, in quanto questa faceva parte di una “colonia felina”. Che invece sarebbe da considerare “oasi felina”, proprio per come Caterina ha attrezzato il ricovero. Ne prendiamo atto. L’augurio, nell’interesse dei mici e per un clima di pace e di collaborazione tra gli umani, è che ci sia una comprensione reciproca tra gli addetti ai lavori, le autorità e i cittadini interessati, in questo caso, a un’”oasi felina” degna di questo nome, in cui i gatti sono protetti e da cui possono uscire e rientrare, a piacere.

Per intanto, Ildiko ha già provveduto ai suoi luoghi protetti ove mettere la maggior parte dei suoi gatti. Ha scritto pure al Sindaco Messi di poter riavere i suoi cinque mici rimasti, da riunire agli altri.

Giorgio Rapanelli

 

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