Macerata: accoglienza turistica e ospedaliera

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Dopo i sampietrini di piazza Libertà passiamo all’asfalto della zona che va dal terminal dei bus di linea ai giardini Diaz: è tutto un susseguirsi di buche, di affossamenti e di rattoppi! Non è un bel benvenuto per chi viene in città arrivando con le “corriere”. D’altra parte, quando hanno avuto la bella idea di realizzare qui il terminal non hanno pensato che la strada avrebbe ceduto sotto il peso degli autobus. C’è da capirli, poverini, il loro pensiero era concentrato non sul terminal ma sull’area da edificare accanto, per cui il terminal è scappato piccolo (altri bus parcheggiano presso il Fontescodella) ma, purtroppo, l’area non è decollata. Letteralmente. Infatti del mastodontico edificio è stato realizzato solo lo scheletro che giace lì, insepolto, da anni. Siamo alle solite caxxate maceratesi…

Diversa invece è la natura dell’accoglienza ai malati all’ospedale “senza nome” (particolarità tutta cittadina… e chiamatelo Padre Matteo Ricci!), qui ci sono cestini traboccanti immondizia e, in perfetto tema ospedaliero, una porta, evidentemente “ferita”, racconciata con il cerotto! Chissà… forse nel reparto di ortopedia mancava l’anestesista e hanno rimediato così!  

18 agosto 2016 

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