Incontro commercianti e assessore… ma per carità!

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Ennesimo incontro tra commercianti (questa volta una rappresentanza di corso Cavour) e amministrazione comunale maceratese (questa volta l’assessore Mario Iesari). Servirà a qualcosa? Comunque vada crediamo di no. Anche se dovessero essere accolte le richieste (bus navetta, mini parcheggio in via Trento, sosta a destra su corso Cavour in orari e spazi definiti e poco altro) queste sarebbero solo dei palliativi per una situazione degenerante da lungo tempo in Macerata, ben oltre la crisi economica che sta coinvolgendo da anni il sistema produttivo e commerciale nazionale, generata da altri fattori, leggasi il fiorire di centri commerciali e la concorrenza sleale tramite internet (Amazon e simili).

Serve ben altro, occorre un ripensamento generale per riportare in città le persone che non la frequentano più da quando, decenni fa, ne è iniziata la decadenza causata dall’aver, letteralmente, buttato via il Progetto Longarini, un progetto studiato appositamente per Macerata che avrebbe fatto passare le auto intorno sì, ma con attracchi a una rosa di parcheggi: chi doveva passare da una vallata all’altra non sarebbe transitato in città e chi, invece, voleva entrare avrebbe avuto comodi parcheggi a disposizione. Così non è stato, ci sono rimasti i ruderi a testimoniare i milioni buttati al vento e una galleria che fa solo da transito, il cui unico merito è di aver alleggerito il traffico con alcune conseguenze positive (meno inquinamento e intasamento) e negative (le auto vanno solo dalla valle del Chienti a quella del Potenza e viceversa e le persone si fermano molto meno in città).

Poi arrivò la “disgrazia maceratese”: il ParkSì. Ubicato male, causò fin da subito la chiusura e la messa a pagamento di centinaia di spazi per parcheggiare e l’imperversare dei Vigili Urbani comandati a elevare multe. Tutto per convogliare gli automobilisti nella nuova struttura che, tuttavia, mai riuscì a decollare, tanto che il suo piano superiore venne chiuso e rimase inutilizzato.

Una situazione creata senza pensare alle conseguenze che ha reso quantomeno difficile la frequentazione della città che si è sempre più aggravata.

Oggi stiamo assistendo a un dejà vu, a una situazione non uguale ma molto simile a quella di anni fa. Il ParkSì è stato acquistato dal Comune di Macerata (fatto di per sé molto fuori dalla norma: chi acquista una cosa che è di sua proprietà?) il quale, per riempirlo, sta facendo scomparire i parcheggi “bianchi” coprendoli con del blu e altre amenità del genere (vedi situazione creata ai residenti del centro storico che non hanno posti auto a sufficienza, giusto per indirizzarli verso l’ex ParkSì ribattezzato in Parcheggio Centro Storico).

L’unico obiettivo dell’Amministrazione è focalizzato a riempire ‘sta disgrazia di parcheggio! per poter liberare il centro storico dalle auto, uno “sport”, questo ultimo, che è il loro preferito. Se poi la città va a ramengo… che vuoi che sia.

Il centro storico si può chiudere solo dopo aver creato i parcheggi (comodi e resi funzionali da attracchi meccanizzati) a suo servizio, perché il centro è attrattivo per tutta la città altrimenti si assisterà alla “disaffezione”, a tutto vantaggio di centri più accoglienti (leggi Civitanova). Fatto, questo, incontestabile.

È come accade nel negozio che tratta male la clientela: perdere i clienti è facile ma riacquistarli diventa difficilissimo.

Ora la situazione è quella che è. La città va ripensata logisticamente. Che fare nell’immediato? Durante la riunione c’è chi ha detto: “Trasformate i parcheggi a pagamento in parcheggi a disco orario e pubblicizzate al massimo questa rivoluzione! La gente ritornerà”.

Sì, ma a questi… chi glielo fa capire? E poi ci vuole coraggio.

Fernando Pallocchini

6 giugno 2017

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