Il “j’accuse” del M5S maceratese contro l’era caranciniana

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Una maggioranza imbarazzante, nel Consiglio comunale di Macerata, dove gran parte dei consiglieri non legge neanche i regolamenti che la Giunta propone e si permette di dire che gli emendamenti dei Consiglieri del M5S sono pretestuosi.

 

Chi alza la mano a comando?

Gli emendamenti presentati al “regolamento dei dehors”  non erano affatto pretestuosi ma frutto del lavoro di vari attivisti che hanno cercato di migliorare il testo, mai condiviso con la minoranza e probabilmente neanche coi consiglieri di maggioranza.

Quelli di loro che urlano contro i nostri sacrosanti emendamenti non hanno probabilmente letto neanche 2 righe del regolamento e alzano la mano al cenno del capo. È questa la politica che vediamo a Macerata, la stessa politica che si sorprende se il Movimento 5 Stelle lavora sui provvedimenti.

 

Documenti avuti con troppo ritardo

Abbiamo espresso con chiarezza sia durante la riunione delle Commissioni come in Consiglio che se i documenti ci fossero stati messi a disposizione almeno 4 settimane prima avremmo fatto aggiunte, proposto modifiche e integrato il Regolamento in uno spirito collaborativo che probabilmente avrebbe portato al consenso unanime in Assise. Questo non è successo, anzi, con dichiarazioni al limite della comicità, siamo stati anche accusati dal PD di non aver dato modo agli uffici competenti di poter valutare i nostri emendamenti perché presentati direttamente in Assise.

Nonostante siano sempre più frequenti, non ci abitueremo mai alle contraddizioni che costellano il fine mandato dell’ era caranciniana.

 

Progetto web tv nato da un nostro progetto

Tra l’altro i nostri avversari politici si appropriano di meriti che non gli spettano. Un esempio: nei giorni scorsi hanno vergognosamente presentato il meraviglioso nuovo spazio web tv del Comune che è nato da una nostra mozione del 2015 (https://www.larucola.org/2018/03/08/importante-novita-sul-sito-web-del-comune-di-macerata/). Non ci hanno neanche invitato.

Finché la politica di chi ha governato finora sarà questa, priva della minima umanità e del riconoscimento del merito perché piegata solo alla ricerca del consensi, continuerà a collezionare i  risultati che ha avuto il 4 marzo.

 

L’atto stalinista

La nostra uscita dall’aula è dipesa da un atto stalinista di questa maggioranza. Hanno vietato, nel regolamento, la presenza di gazebi politici in occasione di manifestazioni organizzate dal Comune. L’hanno fatto, ovviamente, per vietare al Movimento 5 stelle (l’unico che sta nelle strade) di parlare coi cittadini. A loro non è bastato che i consiglieri Mandrelli e Micozzi votassero a favore dell’emendamento  che cancellava questa decisione antidemocratica, non sono bastate le altre 5 astensioni per alimentare il dubbio di una scelta sbagliata, no! no, sono andati diritti per la loro strada antidemocratica, alla faccia del nome che hanno scritto sul simbolo del partito.

23 marzo 2018

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