Peppe Cotto con la bici vola in alto, lassù, fin sul Prato Nevoso

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Intervista a Giuseppe Dell’Orso, in arte “Peppe Cotto” al termine della tappa che da Abbiategrasso lo ha portato a Prato Nevoso.

Allora Peppe, come vanno le gambe dopo tanti chilometri percorsi e queste ultime tappe di montagna? “Le mie gambe vanno da Dio! E questa è stata una delle migliori giornate di tutte quelle finora trascorse e spero vada ancora così, specie per la Venaria Reale-Bardonecchia”.

Hai avuto di nuovo problemi con la sicurezza? “Ma… è da Catania che va avanti questa situazione, e cioè che quando mancano ancora due ore al passaggio dei corridori del Giro d’Italia mi bloccano, già una volta ho dovuto bypassare il blocco. Oggi forse dava fastidio la pubblicità del mio “Scudo Piceno” e mi hanno fermato a 6 km dal traguardo. Però questa volta ho preso in mano la situazione attivando… arte drammatica! e mentre ero insieme con altri 15 ciclisti stranieri sono divenuto il… capo del Soviet! Siamo riusciti a passare a giungere fino all’arrivo subito dopo la carovana pubblicitaria”.

Cavoli! Sei un marchigiano di razza! “Sono un vero lorese, e fiero di esserlo!”

Per la cronaca Peppe Cotto, sempre in testa nella classifica del “PeppeCottoPrimadelGiro” è arrivato primo anche oggi, mentre l’altro Giro  ha visto prevalere Schachmann con la Maglia Rosa Yates un po’ in affanno e sotto attacco.

 

Peppe Cotto a Prato Nevoso

c’è arrivato un po’ nervoso

fermato dalla sicurezza

j’ha pijato la stranezza.

 

S’è improvvisato attore

ed ha fatto gran scalpore

ottenendo il lasciapassare

e il traguardo così tagliare.

 

Oggi Venaria Reale-Bardonecchia di 185 km, tappa durissima con forti pendenze e perfino 9 km di percorso sterrato. “Chi vola vale e chi non vola è un vile” per cui, giunto a questo punto, Peppe vola, altroché se vola!

25 maggio 22018     

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