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La “Libertà” per essere tale ha bisogno di consapevolezza

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La “Libertà” ha il suo nemico nell’egocentrismo, un limite, questo, da dissolvere
libertà

A Macerata si è rotto il vaso di Pandora e ne sono usciti tanti venti impetuosi, che si sono sparsi sui social generando un caos di pensieri, peraltro molto confusi. Tutto è originato da un orribile assassinio. Un commento postato su facebook, in calce a uno dei tanti articoli giornalistici, ci ha colpito.

 

Il commento liberticida

Tema era la gran quantità di droga che si è scoperto circola a Macerata e un soggetto ha scritto: “Perché si deve eliminare la droga? La droga c’è, chi non vuole usarla non la prende. Chi vuole usarla può acquistarla. Il mio corpo è mio, se uso la droga è un mio problema e nessuno può limitare la mia libertà di scelta”.

 

Il proverbio

Il ragionamento di questa persona può apparire logico, a prima vista e senza un ulteriore approfondimento. Si potrebbe rispondere con un proverbio, poco teorico ma molto pratico: “L’occasione fa l’uomo ladro”. Sono appena quattro parole in cui c’è espressa tutta la debolezza dell’essere umano ma c’è anche una grande verità, e cioè il limite di ogni teoria, che acquista valore solo quando è calata nella pratica ed è lì che dimostra la sua positività o la sua negatività. È un proverbio secco, che non ammette alternative: non hai l’occasione, non puoi uscire dal circuito virtuoso che regge la società, ergo non turbi l’equilibrio del buon vivere che è rispetto della libertà di tutti. Un proverbio che avrà validità fino al momento in cui gli esseri umani avranno maturato la piena consapevolezza di se stessi e del loro agire e interagire… tutto ancora molto al di là da venire.

 

Egocentrismo

Ora entriamo più dentro ai significati di quella frase e alle conseguenze di quel modo di pensare molto limitato. C’è un egocentrismo assoluto (…il mio corpo è mio… nessuno può limitare la mia libertà di scelta), arrivato a questo punto perché essendo in origine latente in ogni persona è stato ingigantito da tutti i messaggi che arrivano in continuazione: la tua auto, il tuo profumo, il tuo modo di vivere, il tuo essere unico. Questo egocentrismo porta l’individuo a considerare solo se stesso e le sue necessità, troncando nettamente un concetto fondamentale: non vivi da solo ma insieme con altri tuoi simili, e ti devi relazionare correttamente con loro altrimenti salta l’assetto  sociale, l’equilibrio  che  tiene  insieme il nostro mondo. Infatti c’è una frase che in tanti dicono, forse senza comprenderne a pieno il significato: la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri.

 

Il limite

A questo punto torniamo alla droga. Tu credi di essere forte ma la droga è subdola, più furba del tuo volere (di per sé debole), ti entra nel fisico, ti rallenta, ti distrugge le terminazioni nervose, diventi un fattore negativo in ambito sociale: il primo impatto negativo è ristretto nella cerchia familiare, poi si allarga: rubi, spacci, ammazzi, ti prostituisci (tu che leggi non lo fai ma quanti lo stanno facendo? È cronaca…). Ecco, sei arrivato al punto che per il tuo piacere stai limitando la libertà degli altri. Le persone non possono più vivere tranquille in casa per paura dei furti (come dovrebbe essere, perché la tranquillità è una delle prime fonti di benessere), non passeggiano più liberamente per paura delle rapine, di notte è consigliabile non uscire da soli, molte persone hanno perduto il bene massimo: la vita; la società deve spendere risorse in forze di Polizia, in Sanità diretta al recupero dei tossicodipendenti e alla cura delle malattie correlate, risorse che potrebbero essere utilizzate in modo migliore. E si potrebbe ancora continuare a elencare le limitazioni che, usando la droga, si portano agli altri. Adesso rifletti. È libertà quella che pretendi usando la droga? O è solo egoismo? Egoismo indotto? È possibile. Perché? Qui bisogna fare attenzione in quanto si entra in un gioco più complesso… proviamo con un apologo, che è una formula semplificata per far capire.

 

La casa

Per costruire una casa servono progetti e mattoni, di tipo diverso: per i muri esterni, per quelli interni, per i soffitti e così via. Legati tutti insieme secondo un progetto realizzano la casa. La società è come una casa, solo che al posto dei mattoni ci sono le persone, ognuna con un proprio compito e ci sono le regole. Se a una casa cominceremo a togliere i mattoni, uno per volta, alla fine la casa crollerà. Se a una società organizzata rovineremo gl’individui e le regole… la società crollerà. È questo che sta accadendo: perché? A chi giova?                      Fernando Pallocchini 

7 giugno 2018

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