Torture, ovvero quando Caterina fu salva per una… scoreggia

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L’Olona è un fiume di 71 km che scorre vicino Milano e, per tanti anni, si è detto che “olona” significasse puzza. Perché? Beh, sfogliando antichi libri in cerca di curiosità, per puro caso, ne ho trovata una veramente tragicomica. Nel ‘600 si facevano i processi alle streghe e in uno di questi una donna, Caterina Medici, senza alcuna nobiltà, sottoposta alla tortura dei “tratti di corda” che le allungavano dolorosamente braccia e gambe, mollò un peto, forte e puzzolente. Il frate che per l’inquisizione doveva fare il verbale del fatto, per pudicizia scrisse: “Romore d’olona maleodorosa che si spezzi!”. Da ciò è nato il modo di credere che olona significasse cattivo odore ma, in effetti, il frate voleva dire che il rumore era simile a quello di una robustissima tela, l’olona appunto, che venga con violenza strappata. In tempi recenti, il modo di credere è stato poi avallato dal fatto che l’Olona è il fiume più inquinato d’Italia e, quindi, in quanto a cattivo odore… Ma la famosa tela, dalla quale il fiume, nella realtà,  prende nome, è stata per vari secoli usata per fare le vele, data la sua robustezza; e proprio per questa sua caratteristica fu utilizzata come cinghia di trasmissione per le pulegge azionanti i vari macchinari mossi dalle acque del fiume Olona. Quindi la famosa tela olona nata in Francia nella Vandea fu importata dagli italiani a Fagnano, che oggi si chiama appunto Fagnano Olona e fu poi esportata in tutta Italia. Ora permettetemi di riportare la curiosa conclusione dell’inquisitore, che era responsabile della tortura della povera Caterina, lui disse, infatti, è riportato nel verbale, che “il romore ed il fetore che la tortura aveva fatto uscire dal corpo della  indemoniata altri non era che il maligno che fuggiva da lei e che quindi ora la donna poteva essere ritenuta innocente perché ormai era libera dalla possessione diabolica”. Che dire, liberarsi dall’aria è segno di benessere e sintomo di buona salute ma mai “scoreggia” fu più salutare di quella che salvò la vita alla povera Caterina!

Cesare Angeletti

31 agosto 2018

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