Il pescatore maceratese specializzato in ranocchie

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Le rane, nei giorni in cui l’acqua non era così inquinata come oggi, erano ottime sia fritte che arrosto e anche per farci il sugo per la polenta. Un maceratese, che aveva perso il braccio sinistro in guerra, non potendo più lavorare si era specializzato nella pesca delle rane. Inizialmente questo “sport” gli serviva per passare le giornate, poi aveva visto che la vendita delle rane era un vero e proprio affare. Ogni mercoledì mattina, giorno di mercato in città, stava vicino alla statua di Garibaldi e vendeva le sue prede con una richiesta sempre superiore al pescato. Quindi prezzi alti e clientela sicura! Addirittura doveva prendere le prenotazioni per la settimana successiva e non sempre riusciva a coprire le richieste.

Cesare Angeletti

24 febbraio 2019

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