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Conferenza internazionale Unesco a Fabriano: UniMC c’è

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L’Ateneo ha allestito un racconto delle iniziative promosse per andare oltre il sisma 
il rettore Francesco Adornato all istallazione UniMC Fabriano

“Nascere, così come ri-nascere, è aprirsi alla meraviglia delle relazioni: da esse veniamo alla luce, di esse si vive, ed esistere vuol dire intesserne ancora e ancora”.

Con queste parole l’installazione dell’Università di Macerata accoglie i visitatori del Padiglione “Rinasco”, inaugurato ieri al Palazzo del Podestà di Fabriano in occasione della conferenza internazionale delle Città creative Unesco. Presenti per UniMC il rettore Francesco Adornato insieme con i docenti Francesca Spigarelli, Alessio Cavicchi e Claudio Socci.

In un luogo dedicato al tema della città resistente alle calamità naturali e artificiali, l’Ateneo ha voluto allestire un racconto rappresentativo delle tante iniziative promosse per andare oltre il sisma, in modo che nulla vada perduto, o dimenticato, imparando da ciò che è stato e progettando un futuro fecondo. Per creare e ricreare mondi migliori, infiniti mondi.

 

Sei connessioni

I fili connettivi tra queste azioni di ricerca sono sei.

Prossimità indica il supporto fornito da UniMC per le comunità colpite dal sisma applicando principi di ricerca psicologica, per diffondere una innovativa cultura della prevenzione e raccogliere dati su servizi essenziali come asili nido e scuole.

Parola è relativo ai mezzi di comunicazione, per riconnettere le comunità disperse attraverso progetti come “Wiki Appennino Centro Italia”. 

Memoria riguarda l’elaborazione di carte archeologiche e progetti di valorizzazione delle aree a forte valenza culturale. 

Gusto rimanda ai diversi progetti di sostegno ai settori agroalimentari ed enologici.

Ospitalità promuove approcci innovativi incentrati sull’organizzazione e sull’integrazione delle risorse.

Economia, UniMC ha messo in campo contributi di conoscenza per politiche programmatorie e un futuro sostenibile.

 

Le città creative 

Oggi per accogliere i delegati delle 14 città creative Unesco delle Media Arts, – Linz (Austria), Toronto (Canada), Changsha (Cina), Enghien Les Bains e Lione (Francia), Sapporo (Giappone), York (Inghilterra), Tel Aviv-Giaffa (Israele),  Guadalajara (Messico), Braga (Portogallo), Dakar (Senegal), Kosice (Slovacchia), Gwanju (Sud Corea), Austin (Usa) – l’Ateneo ha organizzato incontri con due delle realtà UniMC più significative nel campo della creatività e del rapporto con altre culture e civiltà.

 

Primo appuntamento

Il primo appuntamento è stato con PlayMarche, la prima spin off, azienda, nata in seno all’Università e attiva nel campo della valorizzazione territoriale e culturale attraverso le nuove tecnologie, che, attraverso il suo amministratore delegato Michele Spagnuolo e l’ex presidente Roberto Perna, ha illustrato le più recenti realizzazioni come l’app PlayMarche 2.0 in collaborazione con la Rainbow per scoprire la provincia di Macerata attraverso il gioco; l’installazione multimediale a Casa Leopardi; la ricostruzione in modelli tridimensionali delle aree archeologiche. PlayMarche ha consolidato la propria collaborazione anche con altre imprese creative come Luca Agnani Studio, che ha curato l’allestimento multimediale proposto la sera a Palazzo Buonaccorsi, la Rainbow e Net Cubo, per creare una rete di imprese sempre più competitiva nel settore.

 

Secondo appuntamento

Il secondo appuntamento del pomeriggio ha visto protagonista l’Istituto Confucio di UniMc diretto da Giorgio Trentin, autorevole nodo di connessione con la Cina per tutto il territorio, grazie alla fitta rete di insegnamenti attivati nelle scuole superiori, non solo regionali, al coinvolgimento in progetti internazionali, a iniziative spettacolari come l’annuale Capodanno Cinese per promuovere la conoscenza di una Paese sempre più centrale nello scenario mondiale.

11 giugno 2019

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