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Il personaggio… bertoldiano di una frazione di San Ginesio: Padre Lavì

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Il racconto è opera di Vermiglio Petetta, così come il bel disegno a china che lo correda
particolare di padre lavì disegno a china di vermiglio petetta

“Padre Lavì frate bertoldiano” (china di Vermiglio Petetta) – Padre Lavinio era un francescano vissuto nella metà dell’800 e parroco di San Tommaso a Vallato, frazione montana di San Ginesio. Famose le sue facezie, salvate nel libro “Qui se ridìa cuscì” (2010) da me (con Egidio Mariotti) insieme con altre storie di spassosi “bertoldiani”. Il frate, passando tra i contadini, invidiava la loro vita: “Voi siete sempre all’aria aperta e vi godete tutto ciò che offre la natura. Trovate un crespigno? Zìppiti in bocca, trovate una ruchetta? Zìppiti in bocca. Trovate una mela, una pesca… e zìppiti in bocca. Io invece, povero frate chiuso fra quattro mura, mi devo accontentare di una gallina cotta con l’acqua!”. Una volta fu chiamato a celebrare la messa in una chiesetta di montagna dove non era mai stato. Ci andò col solito somarello, ma arrivò tardi. In fretta e furia indossò in sacrestia i paramenti sacri e via all’altare per la celebrazione. All’introito alzò gli occhi al cielo ma vide, sopra l’altare, un crocifisso enorme di legno che pendeva da una parte. Più cercava di non guardarlo e più gli occhi ci andavano. Ebbe il timore che, da un momento all’altro, gli cadesse in testa. Si voltò verso il sacrestano dicendo: “Ma sarrà sicuru ’ssu diaulu?”.(Ma sarà sicuro quel diavolo, potrà cadere?”). Un giorno un contadino gli offrì un bicchiere di vino cotto. Il vin cotto si faceva perché l’uva era aspra, ma con la “cotta” del mosto il vino diventava più robusto. Padre Lavinio rispose che non poteva bere se non mangiava qualcosa. “Padre Lavì, te còcio ’na saciccetta o un òu?” (Padre Lavinio, ti cuocio una salsiccia o un uovo?). Il frate, serafico: “Bòne le sacicce có’ ll’òe” (Buone le salsicce con le uova). Ancora oggi si dice: “Fa’ ’na bòtta de padre Lavì”: gustare una frittata con salsiccia e bicchiere di vino.

 

La redazione de “La rucola” aggiunge…

La Messa a prezzo scontato – Quando padre Lavì celebrava la Messa, ordinatagli da qualcuno, chiedeva la metà dell’offerta prevista. Gli altri sacerdoti si lamentavano e riferivano tutto al vescovo. Questi, un giorno, lo convocò e lo riprese severamente. Allora padre Lavinio ribatté: “Eccellenza, ma lei ha mai assistito alla messa mia?” – “No, perché?” – “Perché la Messa mia non vale manco la metà de quella normale!”

La predica del Venerdì Santo – Nei tempi passati il giorno del Venerdì Santo era usanza commemorare la morte di Gesù con la cerimonia delle “Tre Ore”, durante la quale si commentavano le sette parole che Cristo pronunciò sulla croce. Il predicatore bravo commuoveva tutti. Padre Lavinio una volta predicò in modo così veritiero e coinvolgente che tutta la gente lacrimava e singhiozzava. A un certo punto, per riportare un po’ di calma, invitò la gente a smettere di piangere rivolgendosi loro cosìle: “Quello che agghjo rreccondato è tandu che edè statu; e pó’ chj lo sa se edè viro!” (Quello che ho raccontato è successo tanto tempo fa; poi chi lo sa se è vero!).

23 giugno 2019

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