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Gli Architetti – i 3 Commissari sono nella maggioranza: alibi finiti!

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Vasco Errani, senatore; Paola De Micheli, ministro; Piero Farabollini, Commissario  
i tre commissari straordinari

Il nuovo governo che si è insediato vede nella stessa maggioranza i tre Commissari Straordinari che si sono occupati del terremoto del Centro Italia del 24 agosto 2016 e dei successivi. il Sen. Vasco Errani, Il Ministro On. Paola De Micheli ed il Commissario in carica Prof. Piero Farabollini non possono più rimpallarsi le colpe l’un l’altro: gli alibi sono finiti!

Regole certe, responsabilità chiare, professionalità e onestà intellettuale devono rimuovere quel velo di diffidenza nemmeno troppo celato che le istituzioni hanno sempre mostrato verso i professionisti, spesso dichiarato esplicitamente, comunque sempre presente nei rapporti in corso di istruttoria per l’approvazione dei progetti.A meno di un accordo che stravolga l’attuale Ordinamento delle Professioni Tecniche nel nostro paese il ruolo dei tecnici, siano essi liberi professionisti che dipendenti della Pubblica Amministrazione nell’esercizio entrambi e con pari dignità della professione, è centrale per accelerare la ricostruzione e dare senso compiuto allo sforzo economico che il nostro paese sosterrà per rilanciare i nostri territori.

Le continue sollecitazioni che i tecnici ricevono in questi giorni circa le scadenze per tutti i danni lievi richiedendo l’elenco dei contratti stipulati entro il 30 settembre con il fine di esercitare un controllo che non è stabilito nè da leggi nè da ordinanze deve finire: interessa infatti solo gli interventi di immediata esecuzione, cioè quei casi in cui i lavori iniziano subito dopo la presentazione del progetto ma senza attendere l’esito dell’istruttoria. Questa pratica non è seguita dai tecnici perché nessuno pensa di avviare il cantiere senza prima essere certo dell’entità dell’accollo che è quasi certo ed è a carico del proprietario.

L’ossessione dell’USR di avere sempre più progetti protocollati al MUDE (la piattaforma informatica) è pura fobia: che vengano approvati i progetti già consegnati, ce ne sono in quantità sufficiente (stimati in 4 miliardi di euro?) per far partire la macchina della ricostruzione.

Il compito dell’USR non è fare collezione di progetti ma accelerarne il processo di approvazione.

È necessario che il governo dimostri che vuole risolvere veramente il problema delle risorse: nessuno ormai crede più che 79.500 progetti di ricostruzione possano essere finanziati solo con il meccanismo del credito di imposta. Si chieda alla UE che le risorse necessarie siano escluse dal patto di stabilità e siano disponibili nella quantità necessaria, si attiverebbe così un vero e proprio moltiplicatore di Pil.

Gli Ordini professionali, l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori di Macerata certamente, vigileranno il corretto rapporto deontologico tra progettista e istruttore, che devono essere entrambi iscritti al proprio Ordine professionale di riferimento a garanzia della collettività per il buon esito delle procedure. 

Non saranno accettate valutazioni al ribasso della sicurezza sismica delle soluzioni tecniche scelte dal progettista, unico responsabile del progetto, sull’altare di far rientrare i costi all’interno del costo ammesso al finanziamento!

Sarebbe una chiara forzatura deontologica del tutto inaccettabile.

Attendiamo le modifiche alle normative proposte ai Commissari Straordinari dagli Ordini Professionali attraverso la Rete delle Professioni Tecniche richieste inutilmente in questi tre anni, in tempi brevi e l’avvio di un rapporto rispettoso del ruolo sociale dell’operato degli Ordini come istituzioni e dei loro iscritti: siamo al bivio o la politica ammette con estremo pragmatismo ed onestà intellettuale  che l’impianto normativo messo in campo non ha funzionato e procede a  cambiarlo profondamente, in questo caso onore al merito, oppure conferma con l’immobilismo normativo che è questa la situazione che si voleva creare con le norme emanate, cioè la morte lenta del territorio ed una modifica genetica delle professioni tecniche. Se così fosse avrebbero centrato l’obiettivo!

Le professioni sono come sempre a disposizione ma attendono per capire.

Il Presidente – Arch. Vittorio Lanciani

9 settembre 2019

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