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A Montecassiano un successo la 45^ “Sagra dei sughitti”

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Un pienone di gente tra assaggi, mostre di foto, di pittura, caccia al tesoro e tanto altro  
sughitti

Con un bellissimo pienone di pubblico, Montecassiano ha archiviato, nel fine settimana appena trascorso, la 45^ edizione della sagra dei sughitti. Tra un assaggio e l’altro del tradizionale piatto fatto di polenta di mais, mosto e noci, la festa ha visto dispiegarsi, tra la piazza principale e le vie e i vicoli tutt’intorno, mostre di fotografia e pittura, caccia al tesoro, bancarelle per la fiera d’autunno, sfilate di carri, la mezza maratona, la “Merenna co’ l’apittu”, animazioni per i più piccoli con il “Magico Mirko”, stand gastronomici con le gustose frittelle di polenta, esibizioni musicali (Mauro e Ornella band, Ritmo Italiano, i Folkappanka) e di gruppi folcloristici (La Cocolla de Mojà, Li matti de Montecò) e quant’altro.

Una scia continua di visitatori ha interessato nell’arco dei due giorni, sia la collettiva di fotografia allestita dal locale Fotoclub nelle sale del Palazzo Priori, che la collettiva di pittura ospitata presso la ex chiesa di San Marco.

Quest’ultima, curata da Teresita Sgolacchia, ha visto esposte le opere di Poloni, Antinori, Franchini, Rocci, Sgolacchia, Cesca, Mozzoni, Cacchiarelli, Cantelmi, Fagiani, Ponzelli, Crucianelli, Grioli, Rastelli, Carnevali, Mariani, Pergolesi, Castellani, Catania, Stortoni.

Per rendere onore alla “voglia di fare” di Montecassiano pubblichiamo una poesia scritta da Mario Monachesi durante l’edizione 2018 della sagra dei sughitti.

 

Ode a Montecassiano

Vicoli in girotondo chiassoso

cercano per te l’abbraccio più bello.

In tenero gruppo

raggiungono il punto più alto

per difendere sotto ogni cielo

il tuo cuore antico.

Finestre gentili s’affacciano

su passi curiosi

golosi di toccare i mattoni

di storia ridente.

Bella la tua anima

o Montecassiano

sa di dorati pensieri

e mani che ti pettinano i doni

che esponi fluenti.

Sai di vita lucente

di archi e scalini

o monte

perfetto il tuo scrigno si apre

a chi solo lo sguardo ti scrive

un giorno di fine settembre.

A sera cullato da luci fiorite

assomigli al giardino

che morte stagioni

non conosce.

Mario Monachesi

8 ottobre 2019

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