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Parte di fondi-sisma assegnati alle Marche dirottati su Emilia Romagna

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A Roma una raffica di “NO” lascia irrisolti i problemi e scontenta tecnici, sindaci e cittadini
RICOSTRUZIONE POST SISMA

“Come annunciato già da tempo dalla Lega il nuovo Decreto sisma è il decreto dei no, un miscuglio di nuova burocrazia e vecchie questioni irrisolte che non sblocca un bel niente tanto che ha scontentato tutti: professionisti, amministratori pubblici, cittadini.

Il colmo? Parte dei fondi assegnati alle Marche è stata dirottata sull’Emilia Romagna (terremotata nel 2012) per finanziare le proroghe delle scadenze fiscali”.

 

Il giudizio di chi ha seguito i lavori alla Camera dei Deputati

Il giudizio sferzante sul DL 123 approvato dalla Camera pronunciato dal responsabile della Lega Marche senatore Paolo Arrigoni e dall’onorevole maceratese Tullio Patassini che, per conto del gruppo Lega, ne ha seguito alla Camera la conversione.

Sottolinea Arrigoni: “Il Governo ha promesso di tutto e di più ai terremotati e non solo ha partorito un topolino, ma è pure riuscito a peggiorare la situazione. Per raccattare qualche voto alle regionali in Umbria, PD e Cinquestelle hanno redatto 9 striminziti articoli per rimpinguare i quali sono stati presentati oltre 900 emendamenti, gran parte dalla maggioranza stessa. La Lega si è astenuta anziché votare contro solo per rispetto dei terremotati che non meritano la farsa inscenata da una maggioranza litigiosa unita al solo scopo di non rimettersi al giudizio delle urne”.

Aggiunge Patassini: “Come Lega abbiamo cercato in ogni modo di intervenire riuscendo a prorogare il personale della scuola e i mutui ed allargando le misure di ‘Resto al Sud’ a tutto il cratere, e non solo a pochi comuni, la fascia dei beneficiari. I veti incrociati di Movimento Cinquestelle, PD, LEU e Italia Viva, tesi a rallentare i lavori in Commissione, uniti a convocazioni e rinvii nella stessa giornata per la discussione in aula, la dicono lunga di quanto la maggioranza sia stata nel pallone per l’evidente pochezza della carne messa al fuoco”.

 

L’elenco dei “No”

E quanto sia magro il barbecue dei provvedimenti del Governo lo si evince dall’elenco sciorinato dall’onorevole Tullio Patassini:

NO semplificazione delle procedure: gli stessi tecnici hanno in più occasioni dichiarato che l’autocertificazione proposta dal decreto non risolve un bel niente, anzi rallenta. Questo perché tra la versione dei professionisti e quella partorita dalla burocrazia romana ha vinto la burocrazia.

NO al ruolo centrale dei Comuni privilegiando ancora una volta chi gli Uffici Speciali delle Regioni che da 3 anni dimostrano di non sapere (o volere?) cavare un ragno dal buco

NO alla progettualità sul territorio per lasciare posto al carrozzone di Renzi. Il DL introduce la cabina di regia di Casa Italia, riesumata da un sottoscala di ministero per predisporre progetti di sviluppo del territorio fatti a Roma e buoni giusto per tre convegni e un paio di pubblicazioni da presentare alla stampa.

NO Zona Economica Speciale per rilanciare lo sviluppo economico del territorio. Concessa a Venezia, è stata negata pure come avvio di massima agli Ordini professionali ed alle Associazioni di categoria terremotate del Centro Italia.

NO proroga Zona Franca Urbana. Smettono di aiutare le imprese che hanno resistito finora e non viene favorita la nascita di nuove.

NO proroga esenzione ai fini ISEE degli immobili inagibili o distrutti. In pratica i cittadini del cratere avranno più difficoltà ad accedere ai servizi sociali

NO proroga sospensione notifica cartelle ed accertamenti fiscali. Si sommano le difficoltà per le aziende con archivi in immobili lesionati o distrutti che non possono rispondere alle legittime richieste dell’Agenzia delle Entrate e/o della GDF e si troveranno sommerse da avvisi di accertamento e sanzioni

NO proroga dei circa 1.000 tecnici che lavorano per il sisma

NO sconto del 40% sui finanziamenti bancari a 60 mesi accesi da cittadini ed imprese per pagare le imposte.

NO al subappalto limitato alle imprese locali

NO al restauro come volano di ripresa economica del territorio. Le opere d’arte danneggiate dal sisma saranno trasferite a Firenze e Roma. In barba alla richiesta della Lega che vengano valorizzate le maestranze marchigiane e quelle ottimamente formate dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.

NO risoluzione della questione macerie. La Regione Marche è in ritardo per raccolta e deposito ed il Ministero dell’Ambiente non ha ancora deciso cosa farne in seguito.

 

Concludono Arrigoni e Patassini: “Minaccia la mobilitazione contro il decreto persino il presidente di Regione Marche, Luca Ceriscioli, che non solo è del PD, ma aveva pure aveva piazzato i suoi più stretti collaboratori al tavolo della stesura del decreto. Abbiamo il quadro dell’ennesima farsa orchestrata da un Governo che vende fumo su tutto, pure sulle spalle dei terremotati”.

2 dicembre 2019

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