Regione Marche, ora tocca alle strutture socio sanitarie

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Ci ha inviato un comunicato stampa Fabio Sebastianelli, Coordinatore regionale del Popolo della Famiglia, commentando l’ennesimo appello lanciato dal Gruppo Solidarietà:   http://www.superando.it/2020/02/05/ancora-pochi-giorni-per-tentare-di-fermare-quel-ritorno-ai-vecchi-istituti/, in cui tocca due argomenti importanti.

1 – lo spostamento di persone disabili e altri ospiti da strutture piccole a grandi istituti;

2 – la eliminazione degli Educatori Professionali che seguono i disabili intellettivi.

Afferma Fabio Sebastianelli: “Sono mesi che varie organizzazioni marchigiane lanciano appelli, regolarmente ignorati dalla Giunta Regionale, per evitare l’approvazione dei nuovi requisiti di autorizzazione delle strutture socio sanitarie. Della situazione non si è parlato moltissimo, tanto che ne siamo venuti a conoscenza solo qualche giorno fa. Nonostante la decisione della Giunta sull’argomento sia prossima, il Popolo della Famiglia non può esimersi dal contestare l’ennesimo illogico atto, a danno dei cittadini più deboli, compiuto dal Governo regionale. L’approvazione dei nuovi requisiti delle strutture residenziali comporterebbe un probabile risparmio per le casse regionali ma a scapito del servizio e con  un notevole peggioramento delle condizioni dei disabili e degli altri ospiti delle strutture stesse, che si vedrebbero catapultati dalle attuali piccole residenze (6/10 posti) in cui si crea una dimensione familiare, a grandi istituti  in cui si perderebbe completamente questa fondamentale dimensione. Altro punto che è poco definire scandaloso è il non aver indicato  la necessità di figure educative per le disabilità intellettive. In pratica secondo le modifiche in fase di approvazione alla Giunta Regionale, non sarebbero necessari gli Educatori Professionali che attualmente seguono i disabili intellettivi aiutando ognuno di loro a raggiungere, in modo del tutto personalizzato e secondo le loro possibilità, un’autonomia che altrimenti non potrebbero avere. Come cittadino in primo luogo e come Coordinatore per le Marche del Popolo della Famiglia, non posso accettare questo peggioramento dei servizi dedicati ai più deboli. Peggioramento dovuto nel migliore dei casi a una  ricerca di risparmio, nel peggiore (e mi auguro che non sia così) all’incompetenza di chi ci governa. Di certo c’è che l’ascolto dei cittadini e l’attenzione alle loro esigenze non è una priorità del PD e dei suoi alleati al governo della Regione, che non contenti di aver disastrato la Sanità Marchigiana ora provano a completare l’opera con i servizi sociosanitari. Il Popolo della Famiglia contesta  fortemente le modifiche sopra citate ed esprime la propria solidarietà alle associazioni e ai cittadini danneggiati dalle stesse”.

18 febbraio 2020

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