Podere Sabbioni: quando la sostenibilità ambientale rende il vino un ottimo prodotto

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L’inizio della storia parte da Golosaria con una notizia che ha dell’incredibile: è in mostra una selezione di cento vini d’Italia e la classifica finale di “Top Hundred” vede primeggiare una, piccola e praticamente sconosciuta, cantina del territorio maceratese, la “Podere Sabbioni” con il suo “Colli Maceratesi Ribona DOC”. Proprio vero il proverbio che afferma… il vino buono sta nelle botti piccole!

“Chi è costui?”, scrisse il Manzoni. Giriamo la domanda a Maria Grazia Sagretti e a Massimo Carletti, rispettivamente titolare dell’azienda (Imac Società Agricola srl) e sommelier nonché vignaiolo.

Chi siete? – “Siamo delle persone che ripongono fiducia in quelli che riteniamo essere dei valori fondanti nella società attuale. Vale a dire che crediamo nella sostenibilità delle tecniche agrarie che si riversa positivamente sul territorio, crediamo nel rispetto delle nostre secolari tradizioni quindi nella identità della nostra cultura e, infine, nella inclusione del lavoro e delle persone”.

Come è nata l’idea di “fare cantina”? – “Qui, da oltre un secolo esiste un mulino di famiglia che macina grano e produce farina, è una struttura importante che usa l’acqua del fiume Fiastra per produrre l’elettricità con cui si muovono i macchinari, un presupposto fondamentale se visto nell’ottica del rispetto ambientale. Qui ci sono gli spazi idonei per impiantare una cantina, poi c’è la passione del vignaiolo, impastata di cultura e di esperienza”.

Dove è il podere su cui  avete impiantato la vigna? – “Si trova in un luogo privilegiato, all’interno della riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra, nella zona cuscinetto che sta tra la riserva e il Comune di Petriolo. Un terreno argilloso calcareo, uno dei più adatti per ottenere uve di alta qualità che daranno vini speciali”.

Quali vini producete? – “Abbiamo tre vini, due bianchi e un rosso. Uno è il Ribona Colli Maceratesi DOC Riserva di Famiglia, che viene prodotto con uva Maceratino Ribona al 100%; l’altro bianco è il Colli Maceratesi Ribona DOC risultante da un mix di Maceratino Ribona al 90% e di Chardonnay al 10%; il terzo è un Rosso Piceno DOC composto da Montepulciano all’85% e da Sangiovese al 15%”.

Quanto è importante per la vostra produzione la sostenibilità ambientale? – “Diremmo fondamentale, certamente per la qualità del prodotto ma anche perché abbiamo aderito al progetto nazionale V.I.V.A. per la sostenibilità del vino, che adotta i parametri internazionali più rigorosi ed è controllato direttamente dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare”.

Quali i parametri da rispettare? – “Occorre avere il massimo rispetto possibile sia per la vigna che per l’aria, per l’acqua e per il territorio”.

Cominciamo a spiegare dal vigneto? – “L’indicatore valuta l’utilizzo degli agro farmaci e le relative conseguenze sul terreno e sulle falde acquifere; analizza gli aspetti legati alla biodiversità, alla gestione del suolo e alla fertilità. Abbiamo in vigna una stazione meteorologica collegata al cellulare che ci fornisce in tempo reale la situazione meteo. Questo ci consente di evitare i trattamenti periodici ma di farli in maniera variabile, in base alla situazione contingente, con una riduzione delle sostanze irrorate. Di ciò ne trae beneficio l’ambiente”.

Quali benefici per l’aria? – “Questo indicatore valuta l’impatto che la produzione del vino, intesa come insieme delle attività connesse, ha sul cambiamento climatico. A esempio, la vigna è prossima alla cantina e i mezzi che trasportano le uve, dato il breve percorso, inquinano meno con i gas di scarico rispetto a un podere più lontano. La elettricità che utilizziamo, essendo fornita in loco dall’acqua del fiume Fiastra grazie alla chiusa del nostro mulino, è praticamente a chilometro zero e non inquinante”.

Quali i parametri per l’acqua? – “Questi parametri valutano sia il consumo di acqua dolce che quello dell’acqua consumata e inquinata nel vigneto e nella cantina”.

Che s’intende per rispetto del territorio? – “Questa è una parte a cui teniamo in modo particolare in quanto ha per obiettivo la valorizzazione dell’identità del territorio in cui insiste l’azienda, in modo che al valore enologico si unisca la ricchezza culturale di luoghi e popolazione.

Cosa significa la vostra adesione a V.I.V.A.?- “Vuol dire, in virtù dei severi controlli cui è sottoposta l’azienda, che il consumatore ha le massime garanzie in fatto di trasparenza e ha la sicurezza di gustare un prodotto ottimo sia qualitativamente che sotto il profilo della salvaguardia ambientale”.

Quante sono le aziende certificate V.I.V.A. nelle Marche? – “A oggi solamente una, la nostra”.

Nel 2019 avete partecipato a Vinitaly, come è andata? – “Benissimo. Eravamo a Palazzo Carli, nel padiglione dei vini sostenibili, in compagnia di Katia Ricciarelli, grazie ai buoni uffici di Bruno Carletti. La cantante ha avuto l’onore di aprire la rassegna e l’aperitivo è stato fatto con Podere Sabbioni. All’assaggio l’esperto Paolo Massobrio ha esclamato: ‘Questo vino è buono!’ e, in seguito, ha scritto di noi in modo molto positivo”.

Avete in attuazione un progetto a breve termine? – “Sì, lo stiamo realizzando in combinazione con un’altra eccellenza del territorio, Marangoni Cioccolato. Consiste in una mappa turistica che coinvolge le nostre due aziende e i luoghi top a noi vicini come l’Abbadia di Fiastra, il Museo del 900 a Macerata, San Severino Marche. È prevista la esecuzione di alcuni murales, realizzati da nomi famosi, che interpretino l’accoppiata luoghi/prodotti e, infine, un pacco contenente prodotti locali e una ‘smalla’ di vecchia memoria reinterpretata e attualizzata nel disegno e nelle colorazioni”. 

Il sogno nel cassetto? – “Naturalmente abbiamo un sogno nel cassetto e, in qualche modo, stiamo ponendo le basi per la sua realizzazione, aiutati dai consigli e dalla preparazione culturale di Bruno Carletti, il cui motto recita: ‘il vino come momento culturale’. Vorremmo utilizzare e mettere insieme l’esistente: i prodotti del territorio maceratese, la sua storia, i siti archeologici, le abbazie, i musei, la natura meravigliosa, in modo che tutto l’insieme partecipi a dare ai turisti una visione globale di una popolazione che è sempre stata laboriosa con intelligenza”.

Le idee non mancano da queste parti, intanto la partenza è stata ottima!

Fernando Pallocchini

24 marzo 2021

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