Un ennesimo effetto degli ultimi tempi: in chiesa vietato scambiare il segno di pace

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“Scambiatevi un gesto di pace”. È facile farlo durante un’assemblea liturgica. Difficile è quando le cose fervono, quando i ribollimenti interiori si manifestano. La stretta di mano in chiesa: qualcuno seguita a ripeterci che se ne può fare a meno. Qualche sacerdote ci sta dicendo che è molto meglio scambiarsi uno sguardo di pace. Vero? Giusto?

Adesso ci hanno prescritto di non attuare questo “contatto” così simbolico e antropologico perché c’è la pandemia. Pensandoci bene, però, non è una sofferenza questa mancanza di calore umano? Auguriamoci che la privazione serva, e che stimoli una riflessione. Speriamo che questo divieto passi presto e quando potremo scambiarlo di nuovo, toccandoci, significherà che non c’è più pericolo di morire con il virus; ma questo non vorrà dire che anche l’Anima sia fuori pericolo.

Vogliamo per un attimo riflettere su cosa significa prendere la mano dell’altro? In certi momenti è veramente difficile stringere una mano. No? Quando si è troppo arrabbiati, viene difficile stringere la mano di chi non vogliamo. È difficile pure in chiesa. Per questo con tutte le persone a cui puoi dare la mano mica la vai a stringere proprio a chi ti è antipatico. Eppure talvolta Dio te lo mette accanto, come croce e tu devi decidere.

Riflettiamo bene e ci accorgeremo che la stretta di mano ci manca perché è simbolo di educazione, di rispetto e di pace. Quante strette di mano hanno suggellato Paci storiche, contratti di locazione e compravendita, per non parlare delle Paci familiari.

Oggi la stretta di mano va rivalutata, in una società in cui sembra non avere più un senso. Odio, avidità, ineducazione hanno avuto il sopravvento su una collettività sempre più senza validi valori. La pandemia, e la paura di morire in solitudine, ci fa vedere il mondo sotto una luce diversa e ci porta a riflettere sulle cose importanti della nostra esistenza.

La stretta di mano data in chiesa è un segno che ci ricorda che la vera pace è in Gesù Cristo e, solo se davvero lo abbiamo nel cuore, in noi non potrà più esserci né odio, né rancore, né presunzione. Solo Lui è Amore e noi possiamo essere strumenti di questo Amore se nelle ostilità, nelle diatribe e in tutto quel male che allontana l’uomo da Dio, diveniamo esempio di vera fede e di vera carità per il prossimo.

Alberto Maria Marziali

9 aprile 2021

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