Con 18milioni di euro e “semplificazioni” decolla la ricostruzione pubblica a Camerino

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Camerino ha la sua ordinanza con la quale si potranno accelerare gli aspetti burocratici delle opere pubbliche grazie ai poteri in deroga affidati ai sindaci.

I sei progetti pubblici – Sei i progetti inseriti nell’ordinanza speciale per circa 18milioni di euro: la sede del Comune di Camerino e il teatro Filippo Marchetti impegneranno l’importo più alto, pari a oltre 9 milioni di euro. E poi la demolizione dell’edificio dell’ex tribunale; il parcheggio meccanizzato in via Emilio Betti; la Rocca Borgesca; la demolizione dell’ex scuola Betti; l’adeguamento funzionale e il restauro dell’ex sede di Banca Marche, da poco acquistata dal Comune.

Commenta il sindaco Sborgia: “Con l’amministrazione comunale e il tavolo per la ricostruzione abbiamo redatto l’articolato del documento e indicato quali fossero gli immobili sui quali procedere in via prioritaria. Parallelamente sta procedendo la redazione dei piani attuativi affidati all’architetto Karrer che interessano alcuni luoghi del centro storico e le frazioni perimetrate”.

Le “semplificazioni” – L’Ordinanza dà per la prima volta attuazione al decreto “semplificazioni” del 2020, che attribuisce al Commissario il potere di realizzare interventi e opere urgenti e particolarmente critiche in deroga alla normativa vigente, salvo ovviamente quella penale e di tutela dei beni culturali. Previsto il ricorso anche ad altri meccanismi e a nuove procedure, in alcuni casi in deroga, sempre per assicurare una maggior speditezza al programma di ricostruzione. Si potrà, per esempio, mettere a gara direttamente il progetto definitivo o inserire nei capitolati il doppio turno di lavorazione, così come gli esecutori delle opere potranno derogare ai limiti dei subappalti. È poi previsto un meccanismo di bonus/malus sui tempi di consegna dei lavori, con penali e premi per ritardi e anticipi, e viene istituita una Conferenza dei Servizi Speciale per acquisire tutti i pareri e le intese delle amministrazioni interessate, a esempio sui vincoli culturali o ambientali, ma anche in questo caso con tempi ristretti, al massimo trenta giorni. Si creano le condizioni, dunque, per una ricostruzione rispettosa dei luoghi e della loro storia, dell’ambiente.

20 maggio 2021

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