Viaggi alla scoperta del pianeta Terra: Overland, l’incredibile avventura – II parte

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La filosofia di Overland – Ma qual è la filosofia di Overland? In un mondo ove il turismo è sempre più “mordi e fuggi”, voli charter che scaricano migliaia di persone in villaggi turistici totalmente estranei alla realtà del paese, o torpedoni nei quali i viaggiatori sono sempre più solamente spettatori del mondo che scorre intorno a loro, Overland ha voluto dimostrare, far vedere, che l’avventura è ancora possibile, che si può ancora condividere con gli abitanti la vita dei Paesi attraversati, anche se questo può voler dire giornate intere passate alle frontiere in attesa del permesso di transito oppure muoversi in ambienti naturali estremi, dal caldo torrido dei deserti, al gelo paralizzante dell’artico, all’aria asfissiante delle metropoli più inquinate. I Nepalesi sono soliti ripetere: “Molti vengono per vedere, pochi ripartono dopo aver capito”. Ecco il vero spirito del viaggio. Non solo vedere ma cercare di capire attraverso fili conduttori che possono essere diversi da Paese a Paese, da Continente a Continente, ma sempre con l’ansia di “capire”. Non sempre si riesce ed è questa incompletezza che spinge il viaggiatore ad andare, a ripartire, per giungere alla conoscenza completa. E non sarà soddisfatto finché non ci sarà riuscito. Con i suoi viaggi Overland ha cercato di realizzare un ritratto completo del nostro pianeta alla fine del 20° secolo, del 2° millennio.

Il primo viaggio – Il primo viaggio, da Roma a New York, è stato caratterizzato dalla sfida tra l’uomo e la natura, sullo sfondo di uno degli ambienti più ostili della terra, l’inverno polare con temperature di 50 gradi sottozero che tutto bloccano, ove il minimo errore è la fine sicura.

Il secondo e il terzo viaggio – Il secondo ed il terzo viaggio sono stati caratterizzati dalla presenza dell’uomo, che si manifesta in modi infinitamente vari. Un tuffo nella esuberante esplosione di vita, nell’allegro vociare dei mercati, nelle lussureggianti foreste pluviali ed equatoriali, nelle sfumature di colore che sono l’essenza stessa dell’America Latina e dell’Africa. Overland ha registrato i suoni, i colori, le tradizioni, i paesaggi, senza perdere di vista le problematiche che segnano molti dei paesi attraversati. Analfabetismo, carenze sanitarie, povertà, conflitti etnici, sono piaghe che ancor oggi colpiscono milioni di persone e soprattutto i più indifesi, i bambini. Così Overland ha voluto diffondere un messaggio di solidarietà e, con un accordo con l’Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, contribuire concretamente al futuro del bambini, coniugando l’avventura con un atto di solidarietà. Ricchezze smisurate accanto a povertà totali, rivalse, anche violente, sulla segregazione razziale e sul colonialismo, lotte tribali, esaltazione e annullamento del valore della vita umana. Lotta impari contro la desertificazione, la siccità, la carestia, ma anche indifferenza verso forme di istruzione e di modernizzazione. Non sono mancati i momenti difficili, gli ostacoli naturali da superare, la intricata foresta amazzonica, le ripide salite e le quote delle Ande, i ponti instabili, il fango e le inondazioni dell’Africa Centrale, l’impossibile calura dei deserti africani e arabici, i percorsi senza piste col solo GPS.

Il quarto e il quinto viaggio – Il quarto ed il quinto viaggio, dall’Europa alla Cina, andata e ritorno, iniziano attraverso la modernità degli stati dell’Europa Occidentale, per poi passare attraverso l’abbandono degli stati dell’ex Unione Sovietica, le steppe dell’Asia Centrale, il massiccio del Pamir, il deserto del Gobi, la catena Himalayana, il corso del Fiume Giallo, la culla della civiltà cinese, per arrivare a Pechino, nel dinamico divenire della Cina moderna. Due i fili conduttori di questi viaggi, le vie del commercio, con la mitica “via della seta” e i luoghi sacri di tre grandi religioni, l’induismo, il buddismo, l’islamismo e l’etica del confucianesimo. Culture, popoli, razze, completamente diversi, attraverso religioni mistiche e sentimenti agnostici, tra spinte dinamiche e atavica rassegnazione. Il ritorno, per giungere a Roma per l’inizio dell’Anno Santo, passa attraverso le regioni più “occidentalizzate” della Cina, Nanchino, Shangai, Canton, poi l’Indocina, protesa in un enorme sforzo di modernizzazione, che vede la sua espressione massima nella Malesia e in Singapore. L’India, un brulicare di uomini e di animali, una religiosità ai nostri occhi sconcertante, il misticismo del fiume Gange. Poi il Pakistan, ancora in bilico tra modernità e tradizione, e l’enorme mondo islamico, con le sue espressioni più estreme e le sue contraddizioni, dal burka delle donne afgane, dallo chador delle ragazze iraniane, alle minigonne delle ragazze giordane ed egiziane. L’integralismo coranico che si scontra con il desiderio di una moderna evoluzione. Poi Israele, modernità ed efficienza che lasciano sbalordito chi vi giunge dal mondo arabo. Infine la ex Jugoslavia, una terra senza pace, ove gli uomini sembrano aver perso ogni sia pur minimo barlume d’intelligenza. In questo viaggio un altro primato di Overland: i primi al mondo ad ottenere un visto turistico per visitare l’Arabia Saudita.

Il sesto viaggio – Il sesto viaggio, nel 2002, ha voluto essere una riscoperta del mondo che Roma aveva unito, il bacino del Mediterraneo, e un omaggio alle montagne nell’anno dichiarato dall’ONU “Anno Internazionale delle Montagne”. L’omaggio alle montagne è stato portato scalando la montagna più alta di ogni paese che si affaccia sul Mediterraneo. La romanità, la grandezza dell’Impero Romano è stata riscoperta visitando i mille siti ove Roma ha lasciato i segni della sua civiltà. Forse solo con un viaggio come questo si può avere la vera sensazione di cosa sia stata Roma. Ovunque, anche a centinaia di chilometri dalla costa, templi, teatri, anfiteatri, statue, resti di fori e di palazzi. Il tutto costruito viaggiando a piedi, con carri a traino animale, con scalpelli a mano. Ma il mondo di Roma è oggi profondamente diviso da conflitti etnici, religiosi, sociali, politici, che rischiano di creare barriere insuperabili. Mai come in questo momento la speranza di un mondo sereno, in pace, sembra allontanarsi sempre più. Riusciranno mai a convivere in pace, pur nelle loro diversità, le genti che vivono nel Mediterraneo, nel segno della loro antica grande storia?

L’ultimo viaggio – L’ultimo viaggio di Overland, Milano – Shanghai per collegare idealmente le due città sedi della Esposizione Universale ha spalancato le porte del futuro, il viaggiare con veicoli senza l’intervento dell’uomo, affidandosi solo alla tecnologia, il prodotto della sua mente. continua

Gianni Carnevale

20 giugno 2021

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