Superati i limiti di serietà e buon gusto: la pubblicità è l’anima… de li mortacci loro!

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La pubblicità è necessaria per Fininvest e tivvù simili, un po’ meno per la Rai che dispone del canone pagato da noi. Gl’inserti pubblicitari, comunque, ci sono. Ma… come sono? Ebbene, credo che ormai abbiano toccato il fondo sia della serietà che del buon gusto. Ecco alcuni esempi.

La signorina che facendo pubblicità al prodotto per l’igiene intimo si mette il flacone nel posto giusto dove esso deve essere usato… Noi a che serve lo capiamo anche senza “l’aiutino”! La signora che, a una battuta, ci fa capire che se la fa sotto dal ridere e può stare tranquilla perché tanto lei ha quell’ assorbente che, a suo dire, è in grado di trattenere anche tutta la piena del fiume Chienti! Poi c’è quella che afferma di sparare più aria lei del trombone della banda, che deve andare al bagno come una maratoneta e che ha tanto mal di pancia… poi prende la medicina e sta meglio. Sì, va in farmacia, fa la fila di fuori, paga il farmaco e, alla fine, lo prende e sta solo meglio ma… non guarisce. Boh! Poi c’è l’uomo che va in macchina nel deserto, scava una buca e ci butta dentro la collana poi copre e appare la pubblicità di un profumo. Voi chiederete: “Ma che c’è di logico?” È semplice. Col caldo del deserto ha scavato una buca, è sudato e quindi puzza sicuramente come una capra e allora la cosa meglio che può fare è di darsi una profumata! Semplice no?

Amo molto gli animali, tanto che sono entrato nella gabbia delle tigri con Darix Togni per presentarle da lì. Amo soprattutto i cani ma che sia un cane a dirmi come e da chi devo fare l’assicurazione della macchina, sinceramente, mi mette in imbarazzo. La peggior pubblicità, però, è quella della… non so come definirla… perché non sa recitare, non sa cantare, presenta alla meglio ed è chiamata a reclamizzare un supermercato. Orbene, in un momento storico nel quale alcuni milioni di italiani fanno la fila giornalmente col freddo, la neve o la pioggia davanti ai centri che distribuiscono cibo gratis, perché non hanno la possibilità di entrare in un negozio di alimentari per comperare lo stretto necessario per mangiare… lei, alla fine dello spot, allarga le braccia e urla, sorridendo: “Buona spesa Italia!” Beh! Quella frase, secondo me, suona come una sonora pernacchia fatta in faccia ai poveri cristi che la spesa non la possono fare. Per non dire dell’anziana che si perde la dentiera… E dàteve ‘na regolata!

 Cesare Angeletti alias Cisirino

13 luglio 2021

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