Villa Buonaccorsi; un tesoro ricco di piante, giochi d’acqua e servomeccanismi

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A Montecanepino, una contrada di Potenza Picena, si trova Villa Buonaccorsi, una costruzione con la facciata vagamente simile alle ville venete, che non credo abbia un gran pregio architettonico ma, accanto al palazzo, c’è un giardino all’italiana databile metà del Settecento (un quadro a olio con tale data lo riproduceva ed era conservato gelosamente dalle contesse; ora non so che fine abbia fatto) che è un vero e proprio gioiello ed è rimasto così com’era al momento della sua costruzione.

Oltre alle balconate con le varie statue in arenaria e la prima terrazza con le statue delle quattro stagioni e la fontana, le aiuole con disegni geometrici a impreziosire Villa Buonaccorsi sono la grotta con la statua di San Francesco, in piedi vicino a una finestrella dalla quale, azionando un meccanismo, la testa di un diavolo, scolpita in legno, appare improvvisamente e crea lo svenimento del Santo, rappresentato in un’altra statua vicina, privo di sensi.

Poi il teatrino dei burattini, con la grossa figura di un imbonitore al centro, e poi i vari settori con i burattini in movimento. I meccanismi erano tutti ancora lì fino a qualche anno fa. Le terrazze e alcuni vialetti del giardino hanno ancora i giochi d’acqua che emettono innocui ma divertenti zampilli, che in origine erano azionati da meccanismi nascosti a terra e fatti partire dal piede del passante; oggi sono da azionare a mano aprendo i relativi rubinetti.

Quando c’erano, le due contesse volevano che il giardino fosse sempre fiorito e i giardinieri avevano l’ordine di preparare, nell’apposito spazio, mille piantine da fiore che, a ogni inizio di mese, venivano poste in terra nelle aiuole. Vicino al giardino c’è un bosco con piante secolari, un laghetto, oggi secco, e varie statue. Qui le piante, per l’eliotropismo, sono cresciute in altezza divenendo delle vere rarità.

Ora la struttura è tutta in mano a privati che l’hanno messa in vendita. Non ci vado da anni e non so in che stato sia, oggi, il giardino ma, essendosi mantenuto in qualche modo così come quando è stato ideato, mentre gli altri esistenti in Italia negli anni sono stati in parte modificati, credo sia un vero gioiello da conservare e soprattutto da far conoscere.

Ne ho fatto solo una descrizione sommaria, ci sono altre particolarità, alcune uniche, e sapere che il giardino sia in quasi totale abbandono mi fa piangere il cuore. Speriamo che il Comune, con l’aiuto di qualche Ente o forse, e perché no, dell’Europa possa acquistare il complesso e rendere di nuovo fruibile ai visitatori quello splendido gioiello, preziosissimo, che è il giardino Buonaccorsi (nel frattempo che l’articolo è stato pubblicato – La rucola n° 277 giugno 2021 – la villa è stata acquistata all’asta da una immobiliare romana).

Cesare Angeletti alias Cisirino

27 agosto 2021

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