“Il sottopasso del Popolo” dove, a Sarnano, nel medioevo, passavano i… “fumanti”

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“Il Sottopasso del Popolo” (china di Vermiglio Petetta del 1985). Nel medioevo era uno dei passaggi più frequentati di Sarnano per salire all’Arengo (piazza Alta). Qui giungevano dalle porte Brunforte e Poggio i “fumanti” del contado che non fumavano tabacco, sconosciuto, ma censiti dal pennacchio sulle case pagavano tasse e avevano diritto di voto nel castro.

Il passaggio ha segni di epoche diverse: volta a botte, arco a tutto sesto, a sesto acuto e architravi. Quelle inclinate sostengono scaloni di casa. A destra dopo lo sperone c’è alla parete un comignolo di mattoni. Sono ancora affumicati dalla bollitura del vino cotto. La campagna sarnanese fino agli anni ’60 ha avuto viti ad arborate di oppi campestri da Schito fino su alle Cese e Piobbico. L’uva maturava poco e, perché il vino non spuntasse d’estate, si bolliva il mosto pigiato con i piedi per far evaporare la parte acquosa, concentrare il glucosio e renderlo più alcolico.

Mio nonno Leonello di Gabella Nuova aveva viti anche sotto San Liberato e per riempire la botticina, faceva “calare poco” la caldaia. Il vino leggero o asprigno risuscitava i morti. Padre Lavì di Vallato (San Ginesio) è rimasto famoso perché per bere vino doveva mangiare e a un contadino, che gli offrì uova o salsiccia, rispose: “Bòne l’òe co’ le sargicce”. Mangiò entrambe e bevve.

Sul fondo del disegno c’è una terrazza panoramica dove, prima del sisma 2016, ha trionfato “La Taverna della Luna” con Giovanna da San Cassiano che riportò alla luce piatti medievali. “Nel medioevo – mi disse sornione lo storiografo p. Pagnani – questo era un parcheggio”. Asini e muli erano legati ai ganci del sovrastante Palazzo del Popolo. Un gancio visibile a destra nel sottopasso.

Ora regna il silenzio ma prima o poi tornerà la Taverna della Luna con rievocazioni in costume, rullio dei Tamburini del Serafino, giullari, mangiafuoco e antichi mestieri. I mattoni sarnanesi amano raccontare, ma per ascoltarli ci si deve fermare… Saluti da chi nel Palio del Serafino ha vestito il velluto dei priori di Abbadia, Vermiglio.

Racconto e disegno a china di Vermiglio Petetta

4 settembre 2021

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