Il processo del secolo a Macerata: (san) Giuliano da Ath, la contadinella e la papera

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Una breve conferenza da me tenuta il 31 agosto alla Lega Navale di Porto San Giorgio dove ogni anno, dal 2016, vengono ricordati e festeggiati Santo e papera. 

Premessa – Sappiamo che San Giuliano, in gioventù tipo rissoso e violento, uccise i genitori e che in seguito, per redimersi, si mise a traghettare viandanti e pellegrini da una sponda all’altra del fiume Potenza; sappiamo pure che durante uno di questi traghettamenti salvò un lebbroso dall’annegamento stendendogli la mano.

Il processo del secolo – Da ultime indagini condotte dalla Procura di Macerata è stato appurato che San Giuliano, di origine fiamminga e proveniente dalla cittadina di Ath della regione Vallonia uccise in Macerata i genitori per procurarsi i soldi che gli servivano per acquistare la papera che una contadinella portava in braccio e che le impediva di unirsi a lui; è stato anche accertato che la papera fu uccisa e mangiata dai due dopo che fu compiuto l’orrendo delitto e portato a termine con varie modalità l’atto d’amore (considerato nella sua unitarietà come fattispecie a formazione progressiva).

Il rinvio a giudizio – Ora, ritenuto da Procura e GUP che non è maturata alcuna estinzione del delitto in ordine alla morte dell’imputato, in quanto da considerarsi immortale essendo Giuliano stato proclamato Santo ed essendo il delitto di omicidio non soggetto a prescrizione, San Giuliano è stato rinviato a giudizio per detto reato e per alcuni ad esso connessi, e il processo verrà celebrato a Macerata in Corte di Assise. Questa iniziativa della Magistratura maceratese ci deve solo confortare, perché è un chiaro indice di quanto la giustizia funzioni e di come non guardi in faccia a nessuno.

 Capi d’imputazione per Giuliano da Ath

1- imputato del delitto p.e.p. dall’art. 575  e 61 n. 1 c.p. (omicidio aggravato da futili motivi) perché quale figlio unico di due genitori esercenti l’ attività di gestione di affittacamere in un fabbricato sito nel quartiere Fosse di Macerata conficcava profondamente in seno alla madre – che lo colpiva con una bastonata in testa per impedirgli il furto della cassa – la spada che gli pendeva dalla cintola, che poi selvaggiamente infierendo usava anche nei confronti del padre, uccisi i quali prelevava tutte le monete mettendole in borsa e lasciando in terra defunti i genitori senza affatto curarsene come se non fossero i suoi e di cui non conservava alcuna pietà. Con l’aggravante degli abietti e futili motivi. In Macerata, li  31.8.665

2- Imputato altresì del delitto p.e p. dall’art. 699 c.p. (detenzione abusiva di arma) per aver senza la prescritta licenza portato appesa alla cintola fuori della propria abitazione l’arma bianca di marca non precisata e priva di matricola con la quale poi colpiva a morte i genitori provocandone il decesso. In Macerata, li  31.8.665

3 – Imputato altresì del delitto p.e. p. dagli artt. 624 e 625 c.p. (furto con scasso) perché si impossessava mediante furto del contenuto della cassa dei genitori effraendo la cassa stessa in più pezzi. In Macerata, li 31.08.665

4 – Imputato altresì del delitto p.e. p. 609 bis (violenza sessuale) perché dopo offertole del denaro pretendeva e otteneva da una villanella con una papera in braccio il compimento di atti sessuali multipli completi e incompleti su se stesso ai margini della strada, avendone pagato uno solo. In Macerata, li 31.08.665

5 – Imputato altresì del delitto p.e p. dall’art. 527 co. 2 c.p. (atti osceni n luogo pubblico) per aver ignudo giaciuto sessualmente con la detta villanella, accaldata, discinta et coram populo, lungo il ciglio della strada pubblica che dal quartiere Fosse conduce al Castello di Macerata. In Macerata, li 31.08.665

6 – Imputato altresì del delitto p.e. p. 544 ter c.p. (maltrattamento di animali) perché nel mentre era impegnato a farsi compiere i detti atti sessuali dalla detta villanella lasciava che la papera starnazzasse e si dimenasse in preda alla paura senza fare alcunché per soccorrerla. In Macerata li 31.08.665

7 – Imputato altresì del delitto p.e.p dall’art. 5 D.Lgs 10 marzo 2000, n. 74 (omessa dichiarazione fiscale), perché essendosi appropriato del contenuto della cassa della suddetta attività di affittacamere dei genitori e resosi quindi responsabile di fatto della gestione della stessa, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ometteva di presentare nel termine prescritto la pertinente dichiarazione fiscale relativa all’anno di imposta 665 sul denaro prelevato dalla detta cassa genitoriale, risultando l’IVA non corrisposta quanto meno pari a 15 scudi (base imponibile rilevata dai libri contabili). In Macerata il 30.06.666

8 – Imputato altresì del delitto p.e p. l’art. 12 T.U. 286/1998 (favoreggiamento di immigrazione clandestina) per aver trasportato su di una imbarcazione da una riva all’altra del fiume Potenza in località Helvia Recina pellegrini e viandanti clandestini favorendo l’abusiva e non legale immigrazione nel territorio di Macerata di tali soggetti. In Macerata dal 31.07.667.

9 – Imputato altresì del delitto p.e p. dall’art. 11 bis L. 21/92 (trasporto non autorizzato di persone) perché privo della Carta di Qualificazione del Conducente effettuava trasporto di persone da una riva all’altra del fiume Potenza, località Helvia Recina. In Macerata dal 31.07.667

10 – Imputato altresì del delitto p. e p. da art. 4 e 5 del D.L. n.120/2020 (omessa immatricolazione di scafo nautico) per aver fatto uso, al fine di trasportare persone e cose da una sponda all’altra del fiume, di una imbarcazione non registrata nei registri nautici previsti dalla legge. In Macerata dal 31.07.667

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Poiché l’art. 575 del codice penale recita testualmente che “chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno “la Procura di Macerata ha trovato difficoltà di incriminazione  per quanto riguarda l’uccisione della madre da parte di Giuliano, una donna e non un uomo, il cui cagionamento di morte non appare previsto dal citato art. 575; ma poi facendo riferimento alle correnti regole sul Gender ha deciso di incriminare Giuliano anche per tale uccisione, lasciandone comunque la decisione finale al Gup o al giudice del dibattimento,  sennò che cosa ci stanno a fare ha dichiarato polemicamente il Procuratore in conferenza stampa.

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Dal suo canto la contadinella è stata indagata per adescamento (adescollo) e per maltrattamenti ad animali domestici avendo in primis suscitato con il suo licenzioso comportamento una illecita e perversa passione nei suoi confronti da parte di Giuliano, determinandolo a compiere il feroce duplice delitto, e in secundis nell’aver venalmente ceduto la papera per poi ucciderla e mangiarla in correità con il suddetto.

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Le cose poi si sono complicate poiché è intervenuto il governo egiziano che ha chiesto l’estradizione di San Giuliano per il delitto di sacrilegio in quanto la papera in quel paese è considerata animale sacro come testimoniano i geroglifici delle tombe della valle dei templi dove si vedono schiavi in processione che la tengono per il collo per offrirla al defunto padrone. Né bisogna dimenticare che in Egitto viene allevato il pàpiro, il maschio della papera, detto volgarmente papìro. Anche il governo belga si è fatto sentire rivendicando massime garanzie per l’imputato originario di quel Paese.

Sorvoliamo volutamente – avendo trattato l’argomento nelle precedenti edizioni – sul fatto che in tutto il bacino del Mediterraneo, del Rodano, del Danubio e del Mar Nero, ed anche nel Caucaso e nelle steppe del Don, la papera è simbolo di fertilità e viene identificata nella femminilità più profonda: forse per il suo sporgere il petto in avanti, forse per il suo incedere ondeggiante, forse per lo sguardo dolce e provocatore. In proposito va anche annotato che le donne con il piedino di papera o palmato (si ha quando le dita formano un breve semiarco piatto e perfetto) hanno più potere attrattivo di tutte le altre.

È stato detto della papera

Antonio Forani (macellaio): la papera è bòna a magnàsse quanno è tosta de cosce e de petto.

Gigiò di Guardianello (coltivatore diretto): un górbo s’adè bona, ‘rrosto e in bottacchio!

La signora Piersanti (casalinga): la papera per essere ben mangiata deve frollare almeno due settimane.

Un inglese in viaggio nelle Marche (traduzione del Comune di Macerata): The best paper is made in Fabriano, near Macerata  (la papera è una bestia che ha la madre a Fabriano e quella nera a Macerata).

Nicola Pecci (motociclista): se me la trovo davanti a le ròte ‘ccèllero e je dò a mille pe’ ‘ccoppàlla.

Luigi XIV: à ma table le jeudi le canard ne doit jamais manquer.

Il parroco della Pieve: la signora Roberta ha un bella papera rosa, che ce la fa vedere sempre a tutti e che piace tanto. E tanti altri…

Luciano Magnalbò

Luciano Magnalbò

6 novembre 2021

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