Le case di terra nel territorio maceratese, testimonianza storica da curare e conservare

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Girando per il territorio della provincia maceratese capita d’incontrare modeste costruzioni realizzate con la terra, sono piccole case,  che ci ricordano tempi passati, quando le possibilità economiche e le risorse tecniche erano scarse, veri simulacri che raccontano una parte della nostra storia. Ce ne sono a Villa Potenza, a Corridonia, a Passo di Treia, a Treia, a Montegranaro, solo per citare alcune località. Addirittura a Macerata c’è un intero quartiere realizzato con questa tecnica costruttiva e recuperato: Villa Ficana. La maggior parte di quelle sparse sul territorio sono cadenti, coperte da piante rampicanti ma alcune sono state restaurate e mantenute in buono stato.

Come venivano costruite – Si realizzavano dei pani impastando terra, paglia e acqua; si scavava una buca, questi elementi qui inseriti venivano pressati e mischiati con i piedi fino a che si amalgamavano; poi se ne ricavavano, lavorandoli a mano, dei pani che venivano usati freschi, non essiccati, in quanto ponendoli uno sull’altro, partendo da terra e, spesso, senza alcun tipo di fondazione (per isolare la casa dall’umidità del terreno a volte si faceva la base del muro con alcune file sovrapposte di mattoni in cotto), si cementavano fra loro e, seccando, davano origine a un muro compatto tutto di un pezzo (monolitico). Lo spessore alla base della casa era di 80/90 centimetri, poi il muro, alzandosi, veniva rastremato per giungere alla sommità allo spessore di circa 50 centimetri. La copertura del tetto, che poggiava su travetti di legno, veniva fatta con tegole, in genere realizzate manualmente e curvate sul braccio, sempre lo stesso e della stessa persona, per averle il più simili possibile nella curvatura.

Il risultato finale – Tale tecnica costruttiva consentiva di ottenere un’abitazione con un buon isolamento acustico, termicamente ben isolata, resistente al gelo, priva di umidità eccessiva per cui salubre e, infine, anche antisismica. Il vero nemico delle case di terra è l’acqua, ma si metteva riparo ai danni provocati da questa con una manutenzione semplice e accorta.

Chi le abitava – Le case di terra (da sempre costruite nei secoli) furono una necessità nel 1700/1800 per un mix dato dalla recessione economica e dall’incremento della popolazione. Venivano abitate anche da chi viveva su un piccolo appezzamento di terreno o dai braccianti (come è accaduto a Macerata per Villa Ficana) ai quali serviva un alloggio rapido ed economico utilizzando materiali disponibili sul luogo.

Fernando Pallocchini – (foto per gentile concessione di Alberto Monti)

9 febbraio 2022

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