Il paesaggio scorre veloce, inesorabile, come i negativi di una pellicola che si avvolge frettolosamente nella macchina da presa, il film è già proiettato: il cielo è chiaro, il sole appena desto splende alto e scalda le campagne circostanti. Le distese di terra sono ancora brulle ma iniziano a colorarsi di un verde speranza, proprio come la nostra voglia di fiorire. L’aria è ancora fredda ma l’atmosfera è più calda, la tenerezza si fa strada e il buon umore prende il sopravvento sui musi lunghi di chi deve affrontare un’altra giornata tra lavoro, stress, frettolosa routine e avvenimenti del caso.
Il treno prosegue la sua corsa, c’è chi sale e chi scende. Due ragazzi ormai habitué della tratta, pendolari settimanali, si salutano per ritrovarsi il fine settimana con la consueta devozione e la voglia di prolungare ogni volta la tratta per rimanere insieme qualche istante in più.
Lui scende mentre lei rimane seduta al suo posto; la fanciulla avvicina la bocca al finestrino ed emette un alito caldo, con le dita traccia un messaggio d’amore, lui le sorride dalla banchina ferroviaria e la comunicazione diventa vintage. È bello ogni tanto osservare la semplicità e la tenerezza spesso spenta dalla tecnologia e dagli automatismi, il tempo si ferma ma l’emozione è perenne.
Francesco Sabbatini
11 maggio 2025


