I pupazzi sono pieni di spine, / muoiono fra le mie mani / e io mi consumo con loro / lentamente e senza rifugio, / senza più nulla di intimo / in questo intreccio di maledizioni / che sono le passioni di oggi, / con il vento sterile e inconscio, / con un disegno plastico e lontano / di rose ora senza vigore e senza / continuità, che non raggiungono / i miei passi e la mia bocca / e il mio incanto. Pressioni / di male nudo, / sui miei riflessi, infimi, d’umanità.
Elisa Eötvös
14 giugno 2025


