La posizione del dott. Agostino Gemelli – Torniamo un attimo indietro. La Madre Superiora del monastero di Roma, sapendo dove Esterina era stata condotta, chiede al responsabile della clinica milanese, dott. Agostino Gemelli come poter dare riscontro alle sollecitazioni dei parenti e degli amici, anche ecclesiastici. Avrà questa risposta: Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano 19 febbraio 1925 – Il Rettore.- Molto Reverenda Madre, ritengo che ella stessa risponda a Monsignor Maggio, Vescovo di Ascoli Piceno che la Esterina Anna Maria Maddalena spedalizzata nella loro Casa di salute è in cura del medico e sta bene. Credo che in tutti i casi convenga rispondere sempre così sulle generali. Ad ogni modo domani sarò a Roma e informerò le competenti autorità. Con ossequio, fr. Agostino Gemelli O.F.M.
E così Esterina rimase “ospite” del sanatorio fino alla morte, sopraggiunta nel 1937. Trascorsi 10 anni dalla sepoltura, gli amici e congiunti vollero mobilitarsi per non far finire i resti in fossa comune ma riportarli a Montelupone. Il Monsignor Cittadini scrive a Gemelli per chiedergli come fare, questi rispose nuovamente in modo vago, mantenendo la sua posizione negazionista (ricordate il sig. Ferri che giurava di aver visto le stimmate?), ma aggiunge una importante informazione che, senza dire quasi niente, suggerisce una propria estraneità a tutta la vicenda: “al Sant’Ufficio (Roma) vi è un grosso incarto”…

Sopra l’esumazione di Milano – universitas catholica sacri cordis jesu mediolani
Milano 9 ottobre 1947 – Eccellenza Reverendissima, io ho curato la Moriconi Esterina per ordine del S.Ufficio, e credo, dato che Ella è Ordinario, di poterle dire che non vi era nulla dei fenomeni straordinari che le furono attribuiti. Era una buona donna, pia che si spense in tranquillità. Non aveva punto stimmate. Io l’ho seguita per dieci anni e a poco a poco tolta dall’ambiente artificiale cui era vissuta, ritornò una donna perfettamente normale, buona, pia, semplice, e morì santamente, rassegnata e umile. Intorno a questa donna un tempo si fece molto chiasso. È evidente che il trasporto in Diocesi della salma potrebbe dare luogo a rinascita di tutto quel movimento che le fu creato intorno. Mi pare quindi opportuno, prima di concedere, che ella abbia a rivolgersi al sant’Ufficio, domandando istruzioni e informazioni sui fatti. Vi è un grosso incarto. Mi voglia benedire e gradisca devoti omaggi. – F. Agostino Gemelli o.f.m.
Ottenute le autorizzazioni richieste, non si ebbe però il risultato sperato, forse anche a causa dello scambio incrociato e poco coordinato di epistole tra Roma, Milano, Ascoli, Montelupone, Recanati. A ogni modo una suora fu mandata a Milano da Roma per assistere alla esumazione, prelevare i resti e portarli al monastero dei 7 dolori… pare che anche loro, inaspettatamente, avessero intenzione di intentare la causa di postulazione, come già letto nella memoria di Monsignor Cittadini. Tra varie vicissitudini, alla fine i resti di Ester sono stati di nuovo esumati e riportati a Montelupone, ben 70 anni dopo, grazie all’interessamento di alcuni nipoti. A oggi, nulla si muove per la postulazione, il che ci fa pensare che qualcosa della documentazione presentata (forse troppo corposa?), abbia messo in difficoltà gli esaminatori.
Profilo di Padre Agostino Gemelli

Anche se Padre Gemelli non avrebbe bisogno di presentazioni, ci sembra doveroso a questo punto spendere due parole su di lui. Edoardo Gemelli, nato nel 1878 da agiata famiglia milanese anticlericale, trascorse la prima giovinezza tra studi classici e impegno politico in ambito socialista, finché a 25 anni, nel 1903, malgrado l’avversione della famiglia decise di entrare in convento francescano assumendo il nome religioso di Agostino, e dopo 5 anni fu ordinato sacerdote. Continuò brillantemente anche gli studi accademici, laureandosi in medicina, poi in filosofia, quindi si dedicò alla psicologia come ricercatore e insegnante, forte della sua esperienza nell’avere seguito tanti casi di pazzia sui reduci di guerra. Fu fondatore e rettore della Università Cattolica del Sacro Cuore. Si batté attivamente per far riconoscere il carattere miracoloso delle guarigioni di Lourdes, ma fu molto scettico sui casi di mistici di cui s’interessò, famoso fu il caso di Padre Pio (proclamato Santo nel 2002), che egli nella sua relazione al Santo Uffizio del 1920, quando tentò di visitarlo ma non gli fu permesso, definì psicopatico ipotizzando che si procurasse artificialmente le stigmate, e che non reputava segni di santità le stimmate di nessuno tranne quelle di San Francesco, a causa dei tanti casi che si stavano verificando, svelando la posizione di estrema cautela da parte delle autorità ecclesiastiche.
Eppure in quella occasione aveva scritto nel libro dei visitatori: “Ogni giorno constatiamo che l’albero francescano dà nuovi frutti e questo è il conforto più grande a chi trae alimento a vita da questo meraviglioso albero”; un po’ contraddittorio, e ancora più singolare fu una sua lettera di 13 pagine inviata al Santo Uffizio qualche anno dopo, di cui non abbiamo il testo ma dove sappiamo essere presente la dichiarazione di aver visto le stimmate di Padre Pio un anno prima del 1920, in occasione di una visita in incognito puntualmente relazionata sempre al Santo Uffizio, visita che non risulta nei registri e nelle testimonianze di San Giovanni Rotondo. Sparizioni, bugie, complotti? Erano gli stessi anni in cui incontrò Esterina, in quel periodo infatti il Santo Uffizio aveva messo sotto esame anche altri casi di presunti mistici e stigmatizzati, fra questi fu coinvolto Gemelli per la Bavarese Therese Neumann (proclamata Serva di dio nel 2005 e con in corso la causa di Beatificazione) e la calabrese Elena Aiello (proclamata Beata nel 2021). Recentemente sono stati pubblicati degli studi che raccolgono le notizie su episodi di misticismo, con particolare attenzione per gli anni che vanno dal 1919 al 1939, durante il pontificato di Pio IX: al santo Ufficio ne vennero segnalati circa 200, di cui 11 casi di stimmatizzati. Oltre ai citati Esterina, Padre Pio, Therese, Elena, ci sono: Lina Salvagnini, Lina Batone, Adele di Mauro, Anastasia Voloscyn, suor Amalia di Aguirre, Rachele Galatiu, suor Marie Naud de la Croix. A tutti vennero dedicate, più o meno, le stesse attenzioni riservate a Esterina. Altre persone invece, pur essendo stigmatizzate, stessi fenomeni relativi alla passione, stessi attacchi del demonio, non crearono scompiglio, come mai?
Ci riferiamo, per esempio, alla nota Giuditta Montecchiari di Treia, e sappiamo dalla sua biografia che ella era in contatto telepatico ed epistolare con almeno 7 altre stimmatizzate, non inquisite neanche loro. Ci piacerebbe sapere quanti altri fascicoli giacciono negli archivi della curia in attesa di considerazione, una traccia di queste persone, note e non note al Santo Uffizio. Invece di Esterina le tracce ci sono e sono copiose. Fortunatamente le sono state dedicate anche diverse pubblicazioni, la più recente e completa comprende il racconto del ritorno a Montelupone dei suoi resti, è il volumetto “Ester Moriconi, la Santarella di Montelupone” scritto da don Giulio Borsini. Chi era veramente questa Esterina? Siamo in grado di comprendere cosa vedeva, cosa sentiva? Quali emozioni provava? E ancora: perché lei? Uno scherzo della sua anima? Una manifestazione dello Spirito Santo in tempi tanto oscuri (dittature, guerre, olocausto, distruzione, crisi delle vocazioni…)?
Abbiamo raccontato ancora una volta la sua storia, utilizzando le parole delle persone che l’hanno conosciuta e l’avevano a cuore, scorrendo manoscritti e dattiloscritti pieni di sentimenti e di eleganza, quasi una spy-story con il finale ancora in sospeso. Come nei film delle serie tv dove il finale lo stabilisce l’audience, ci auspichiamo che l’audience di Esterina, e cioè popolazione, istituzioni ecclesiastiche, amministrazioni pubbliche, non perdano questa occasione. Non buttiamo via questa esperienza fuori dall’ordinario, potrebbe diventare un’ancora di salvezza per tante anime, un aiuto per recuperare il senso di spiritualità che si sta perdendo e di cui c’è tanto bisogno.
Note
Si ringrazia il sig. Gianni Zanirato per il materiale fornito e la preziosa collaborazione. Per chi volesse maggiori informazioni, richiedere copia del libro, oppure condividere grazie ricevute, o racconti su Esterina, può chiamarci o scriverci in redazione e sarà nostra cura mettervi in contatto con il sig. Zanirato.
Fonti
Don Giulio Borsini ed. 2018 “Ester Moriconi”;
Tine Van Osselaer 2020 “The Devotion and Promotion of Stigmatics in Europe c.1800-1950”;
Francesco Castelli 2013 “Archivio Storico per la Pietà 26” capitolo “Stimmate sotto la lente”;
Billanovich Liliana 2008 “Fra Sant’Ufficio e conflitti intraecclesiali: la mistica Lina Salvagnini, il confessore Leopoldo Mandic e il vescovo Elia Dalla Costa nella Padova degli anni venti”;
Paolo Cozzo e Leonardo Rossi 2023 “Percezioni del sacro nel corpo sofferente: stigmate e stigmatizzati fra 19° e 20° secolo”;
Marco Margnelli 1988 “Gente di Dio”;
Alberto Meriggi 2013 “Il campo dell’Amore”;
M.D. Sideri “Santi con le Stigmate”.
Nota del Direttore – Interessante notare come centinaia di casi di misticismo siano avvenuti tra il 1919 e il 1939, gli anni che hanno preceduto la II Guerra Mondiale.
Simonetta Borgiani
11 luglio 2025
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