Seguendo una labile traccia abbiamo incontrato un personaggio esterno al mondo della cultura essendo interessato più che altro a problematiche inerenti la sicurezza. Lo abbiamo cercato perché ritenevamo avesse notizie importanti per le ricerche storiche che seguiamo ormai da molti anni, contribuendo a creare un certo scompiglio tra le fila degli storici tradizionalisti.
L’intervista
Quando e dove è avvenuto l’evento di cui parleremo? – “Era la estate del 1992, la ricordo bene perché era quella dopo le stragi di Capaci. Ero nella città di Sant’Elpidio a Mare, invitato a partecipare a una visita straordinaria insieme con il Cavaliere di Malta on. Roberto Massi, con il Giudice Francesco Orsini e con lo storico Franco Cardini. Fu una visita molto informale in una tarda mattinata estiva per visitare la chiesa Collegiata dedicata a Sant’Elpidio e la torre attigua dei Cavalieri di Malta, la più grande torre dei paesi mediterranei, eretta per la sorveglianza del territorio”.
Quale percorso avete seguito? – “Accompagnati da una persona siamo passati dal palazzo comunale per accedere tramite un passaggio segreto ai sotterranei, che si estendono sotto la Collegiata fino ad arrivare sotto la torre”.
Cosa avete visto? – “Siamo tutti rimasti esterrefatti: qui in maniera imponente, arricchito da fasti imperiali, si estende un mausoleo imperiale, leggermente rialzato rispetto al pavimento, sopra al quale c’è una enorme lastra di marmo bianca liscia, istoriata con due aquile imperiali (simbolo degli Hohenstaufen), lastra con sopra la scritta KARL MAGNUM”.
Ricorda la grafia? – “Sopraffatto dalla magnificenza dell’insieme ne ho un ricordo vago… non sono un esperto ma erano lettere in stampato maiuscolo con delle arricciature al termine… meglio non saprei descriverle, è passato molto tempo”.
A chi potrebbe essere dedicato il mausoleo? – “Ricordo che esclamai: Ma questa è la tomba di Carlo Magno!”
Quali furono le reazioni degli altri? – “Alla mia affermazione rispose il nostro accompagnatore: è Carlo il Grosso; al che Orsini disse: è grosso sì; mentre Roberto Massi sorrideva e il professor Cardini osservava con attenzione tutti i dettagli affatto sorpreso”.
Ha visitato la Collegiata? – “Non quella volta ma sono tornato a Sant’Elpidio a Mare per visitare la Collegiata. Appena si entra, sulla destra, ricordo una grande corona lignea, insolita e imponente sotto la quale c’è la Madonna che risulta minuscola al confronto; in una cornice interna dopo la porta d’ingresso ci sono intarsiati dei piccoli cavalieri che seguono un re incoronato a cavallo, una scena tipica dell’alto medioevo. Sorprende, dietro l’altare, la presenza di un sarcofago augusteo che la tradizione dice portato da Tito. È una testimonianza inequivocabile del mistero che cela la Collegiata di Sant’Elpidio a Mare”.
Il sarcofago della Collegiata non ci è nuovo e c’è un bel servizio dell’architetto Medardo Arduino pubblicato su La rucola n° 171 (agosto 2012) e sul web: https://www.larucola.org/2012/10/08/il-sarcofago-imperiale-di-santelpidio-a-mare
Fernando Pallocchini

23 luglio 2025


