Due eventi di rilievo a San Ginesio: un concerto su De André e un libro sulla demenza

L’Associazione Selìfa di San Ginesio riserva per il periodo ferragostano due eventi di singolare rilievo: l’ennesimo tributo a Fabrizio De André e alla sua “Buona Novella” e la presentazione di un libro che susciterà particolare richiamo per motivi molto diversi ma non per questo meno degni di attenzione.

Sabato 16 agosto alle ore 19:00, nel Chiostro di Sant’Agostino (in caso di tempo avverso nell’adiacente Auditorium) verrà eseguita una delle più amate composizioni del cantautore genovese Fabrizio De André, “La buona novella”, avente come sottotitolo “Femmine un giorno e poi madri per sempre”. Così ne scrisse il suo autore “…per me il mondo della donna è apparso come il mondo del sacrificio. Prima di tutto il sacrificio della maternità, malattia sconosciuta all’uomo, al maschio; una malattia che dura nella sua fase acuta nove mesi e poi dura per tutta la vita”. “La buona novella” è stata già presentata a San Ginesio nell’agosto 2023. L’incredibile successo di pubblico e di critica registrato in quella occasione ha spinto l’Associazione, d’intesa con il direttore artistico Luca Mengoni e il complesso Le Nuvole, a riproporre quest’anno la stupenda opera di De André, anche e soprattutto in risposta alle molteplici richieste in tal senso pervenute.

Domenica 17 agosto alle ore 18:00, presso l’Auditorium di Sant’Agostino il dottor Giuseppe Bonavina, medico specialista in Neurologia, che vive ed esercita a Bologna presso l’Ospedale di Montecatone, Centro di Neuroriabilitazione, parlerà del suo recente libro “Le parole non dette. Un racconto sulla demenza”.

Così lo presenta l’autore stesso: “Viviamo più a lungo; nella nostra società che invecchia è in continua crescita il numero delle persone affette da demenza, crescono i bisogni, quelli dei malati e nondimeno quelli di chi li assiste; cresce il bisogno di non sentirsi soli. Persone fragili che nonostante la malattia mantengono una ricca affettività: essi sono sempre comunque raggiungibili attraverso i canali emozionali. Non arrendiamoci alla distanza che le demenze creano fra chi ne è affetto e il mondo circostante, riconosciamo i segnali iniziali, manteniamo aperti i canali di comunicazione percorribili, rispettiamo fin dove possibile le scelte, la sofferenza e la dignità della persona malata. Riconoscere dignità al malato che perde la memoria vuol dire non appiattirlo su quest’ultima definizione, ma dare valore ai suoi, a volte impalpabili ricordi, alle sue passioni e competenze. Prendiamoci sempre cura del malato e dei nostri cari, poiché anche nella demenza non si è davvero senza mente. E tutti avrebbero diritto di guarire, se si può, ma soprattutto tutti e sempre hanno il diritto di essere curati al meglio”. Interverranno, oltre all’autore, Giuseppe Monaldi, responsabile de La Casa nel Cuore di Pian di Pieca, e la dott.ssa Elisa Baldoni, Medico Fisiatra.

Per informazioni su entrambi gli eventi ci si può rivolgere ai numeri 339 4686540 oppure 347 6691204.

12 agosto 2025

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