Credo che la conservazione del nostro patrimonio artistico, storico e culturale passi pure per la salvaguardia di collezioni private: in passato sono state spesso embrioni di musei. Dal 1971 Adolfo Ciamarra, di San Severino Marche, è un collezionista di cartoline, documenti, francobolli, ecc. Si può dire che qualche anno dopo l’inizio del suo hobby gli capitò un’occasione che seppe cogliere al volo. Cercando materiale, nel 1977, trovò una famiglia i cui eredi vuotavano la casa. Acquistò trenta sacchi di iuta (da un quintale), dove misero alla rinfusa di tutto: francobolli staccati, corrispondenza di militari in guerra, cartoline regionalistiche viaggiate, immagini sacre, ecc.
I ricordi della famiglia Catinelli – Era la famiglia Catinelli, tre sorelle nubili di Tolentino scomparse ottuagenarie nei primi anni Settanta che avevano lasciato alla Chiesa il palazzo e i mobili. Il resto gli eredi buttavano tutto! Il primo viaggio per ritirare quanto acquistato si svolse la sera del 1° maggio 1977, ventitré sacchi che Adolfo vuotò dentro il suo garage. Dopo circa otto giorni ritirò i rimanenti. Dapprima separò le cartoline (catalogandole per settore) e i santini dalla cartaccia da buttare, che era molta. Lo attirò la pubblicità delle banche che reclamizzavano, ognuna a modo suo, la raccolta di fondi, per il prestito della Grande Guerra. Lo Stato era talmente bisognoso di denaro per quella guerra che si arrivò a un punto che oggi ci sembra assurdo. Le banche fornivano le cartoline con i bozzetti illustrati addirittura ai soldati al fronte. Qualche militare con disponibilità economica acquistò dei bond dallo Stato, il cui rendimento era indicato nella stessa cartolina, per finanziare la stessa guerra nella quale era coinvolto. Quelle cartoline si rivolgevano persino alle vedove dei caduti!

Una spesa sostanziosa – Adolfo mi mostra i due volumi di Guido Rubetti: “Un’arma per la Vittoria: la pubblicità nei prestiti italiani. Studio critico documentato” (1918-19), editore Bertieri e Vanzetti di Milano. Nei due volumi, oltre alle illustrazioni in bianco e nero, ci sono parzialmente incollate le cartoline originali di vari artisti, anche a colori, fatte stampare dalle banche. Nell’anno 1995 pagò i due volumi 1.900.000 lire, cifra non indifferente. Nella mostra “Istanti dal fronte. La Prima Guerra Mondiale nei disegni di Giuseppe Cominetti”, organizzata da un collezionista, e tenutasi dal 24 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016 nel palazzo Claudi a Serrapetrona, sono state esposte alcune delle sopra citate cartoline e altri bozzetti opera del disegnatore Giuseppe Cominetti (1882- 1930). Nei sacchi Adolfo trovò dei bei ventagli di fine Ottocento, peccato che erano stati spezzati per farceli entrare. C’era anche una pergamena del 1300, l’atto notarile di vendita di un mulino nella zona di Acquacanina, sarebbe interessante decifrarlo. Fu da quel ritrovamento che nacque l’amore di Adolfo per i documenti.
L’affascinante storia dell’elettricità – Per tanti anni dipendente ENEL, la passione per la storia dell’elettricità è forte in lui. Nei sacchi trovò qualche cartolina sull’elettricità; oggi su quella tematica ne possiede 12.000 tra: dighe, centrali idroelettriche, condotte forzate, manifestazioni e ricorrenze. La Philips fece stampare una serie di una cinquantina di cartoline sui grandi inventori e scienziati applicati nello studio e nello sviluppo dell’elettricità. La serie iniziò nel 1999 con i festeggiamenti del bicentenario della pila di Alessandro Volta; alcune sono tessute in seta. Esiste una pregiata cartolina della società Terni da lui vista una sola volta a Tolentino, di proprietà di una signora di Caldarola, riguardava l’elettricità e la calciocianamide, un concime prodotto da quella società elettrica e chimica umbra.

Grazie a Raoul Paciaroni, storico di San Severino Marche, apprendo ciò che segue – “I primi a introdurre l’elettricità per l’illuminazione locale nel 1889 a San Severino Marche furono i Fratelli Natalini, trasferitisi dai pressi di Passo Treia dove gestivano un mulino. Dapprima impresa privata, poi municipalizzata, fu l’AEM (oggi ASSEM). Nel settore erano attive altre ditte tra cui Luigi Rinaldo Pascucci di Tolentino e l’Officina Elettrica Battaglia & C di Cingoli”. Queste aziende avevano delle regolari concessioni per sfruttare una parte delle acque del fiume Potenza. Un canale conduceva l’acqua a un livello più alto dell’alveo, fino a borgo Conce, appena fuori le mura, in direzione di Castelraimondo. La Elettrochimica Domenico Ceci, nei primi del Novecento, produceva soda caustica fusa e liquida, cloruro di calce solido e ipoclorito di sodio concentrato. Borgo Conce può essere considerato un luogo di archeologia industriale. In particolare la parte della produzione elettrica della ditta Ceci è ancora funzionante, si possono ammirare molti passaggi della produzione di elettricità.

Banconote mondiali – Adolfo ha anche molto di quello che riguarda a livello internazionale il mondo della elettricità su francobolli e banconote. Le banconote mondiali spaziano da Alessandro Volta, Beniamino Franklin, Nikola Tesla, Guglielmo Marconi, Albert Einstein, ecc.; non mancano le grandi dighe costruite in tante nazioni nel Novecento. Anche la conosciuta Compagnia Italiana Liebig Spa ha dedicato le sue famose figurine alle dighe di tutto il mondo; lo fece per tanti altri argomenti, come la musica.
A questo punto è lecito chiedersi: “Oggi dei trenta sacchi acquistati cosa ne resta?”. Nel 2024 dopo aver separato cose storiche, di agricoltura e altri argomenti, una parte del materiale è ancora da controllare e selezionare.

Le tematiche preferite – In seguito Adolfo non ha più acquistato grossi blocchi, ma si è dedicato solo ai temi da lui preferiti: prestiti di guerra, elettricità, la musica di Verdi e cartoline della Provincia di Macerata. Il complicato di una collezione è terminare le serie già iniziate: se si riesce a trovare i pezzi mancanti, essi possono costare centinaia di euro. Splendida la brochure a soffietto fatta stampare dall’Agip che illustra con schede le grandi corse del passato: Mille Miglia, Targa Florio, 24 Heures du Mans, Rally di Montecarlo, Indianapolis, Gran Premio di Monza. Era un concorso a premi scaduto a settembre con estrazione finale nell’ottobre 1993. Come “Formulissima 1950 -1990, 40 anni di Formula 1”, un album di figurine della stessa Agip.
Le foto “animate” di Caldarola – Nel riordinare le sue cartoline Adolfo ha notato che Caldarola è il paese della Provincia di Macerata del quale non ci sono cartoline solo di vie e piazze, ci si trovano sempre le persone, quindi sono animate e hanno un costo maggiore delle altre. Oggi non si trovano sotto i 30/40 euro ciascuna. A quel tempo i fotografi giungevano nei paesi da fuori. A esempio, Virgilio Alterocca di Terni ha fotografato tutta Italia. Non si può omettere di citare la “Fratelli Alinari”, attiva a Firenze dal 1852, la più antica ditta mondiale operante nel campo della fotografia, dell’immagine e della comunicazione. Sono passati anche nelle Marche.

Il virus del collezionismo non contagia i giovani, che sembrano farne volentieri a meno; essi considerano i collezionisti persone che sperperano denaro inutilmente. Alla realtà cartacea preferiscono quella virtuale dei Social Network! I costi del collezionismo sono alti, ciò potrebbe aver dissuaso una parte di coloro che volevano dedicarsi a qualche tematica. Tuttavia anche gli hobbies richiedono passione, impegno e pazienza: senza non si fa nulla. Per non mandare alla malora tutto il patrimonio culturale, storico e artistico racchiuso in ogni collezione occorrerebbe creare delle fondazioni. Ma quanto costano? Solo gli esperti possono dirlo.
Eno Santecchia
17 agosto 2025


