Stigmate-stigmatizzati, una ricerca stimolata dalla nota vicenda della “Santarella”

L’uscita del nostro primo articolo su Esterina ha destato, con piacevole sorpresa, interesse nei lettori sul personaggio e sul fenomeno. Il mistero e il sacro possono ancora esercitare il loro fascino stuzzicando le coscienze.

Anche noi siamo stati affascinati, dedicandoci, come già per altri casi “controversi”, ad approfondire consultando diversi scritti sull’argomento pubblicati negli ultimi 30 anni, consistenti in raccolte di casi di misticismo, con relative ricostruzioni delle vite, degli esami medici, ecc. La folta bibliografia è resa possibile in buona parte da ricerche e studi effettuati sulla documentazione disponibile alla consultazione presso l’Archivio Apostolico Vaticano.

Stigmatizzata, cioè marchiata, è quella persona che sul suo corpo ha il dolore con o senza ferite localizzati nelle stesse parti del corpo dove Gesù venne lesionato durante la “Passione”, le sofferenze inflittegli negli ultimi giorni di vita, culminate con la crocifissione. Gli stigmatizzati riferiscono anche un contatto psichico, un colloquio diretto con Gesù, con il quale in alcuni giorni letteralmente si immedesimano rivivendone le sofferenze in stato di trance, o estasi. Sulle bende poste su tali ferite spesso rimangono impresse macchie di sangue a forma di croci, spine o simboli. Sulle ferite ad alcuni (per esempio a San Francesco) si materializzano perfino grossi chiodi.

A queste persone vengono anche attribuite facoltà di guarigione, chiaroveggenza, di levitazione e un carisma particolare. Sia la scienza che la Chiesa si esprimono con molta prudenza, non essendo facile stabilire se si tratti di manifestazioni isteriche e autoinflitte, patologie fisiche, oppure di origine soprannaturale (divine o diaboliche). Gli accertamenti anche medici, pur non riuscendo a stabilire cosa siano le stimmate, in genere finiscono con la certificazione della sincerità del mistico e pure la sua sanità di mente.

Quando nasce il fenomeno? Storicamente, nell’antico testamento già sono presenti alcuni riferimenti alle ferite di Gesù, come profezia nei Salmi e nei libri di due profeti. Il primo presunto stigmatizzato compare invece nel Nuovo Testamento, nella lettera ai Galati di San Paolo Apostolo, scritta tra il 50 e il 60 d.c. dove egli scrive: “D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo”. Poi nulla, non ci sono tracce per più di mille anni fino a San Francesco, il primo stigmatizzato ufficialmente riconosciuto. Da quel momento un susseguirsi di casi fino ai giorni nostri, il cui numero è incerto né aggiornabile, sia per la documentazione mancante, sia per i criteri di inclusione usati dagli studiosi.

A ogni modo, quando questi casi si verificano, in genere viene chiesto l’intervento dei sacerdoti locali, i quali hanno il dovere di riferire alle loro autorità ecclesiastiche. Se queste ultime trattengono per loro motivi la documentazione ferma nei propri archivi, nel tempo il clamore svanisce e la pratica non arriva a Roma, nell’archivio Apostolico dove gli studiosi attingono, per questo motivo il numero reale dei casi è sicuramente molto più alto. A prescindere dalla beatificazione o meno del personaggio, viene a mancare non tanto la devozione mistica, ma il dato storico utile allo studio del fenomeno a causa delle diverse posizioni, spesso conflittuali, presenti nell’ambito ecclesiastico stesso.

Il fenomeno si è sempre verificato prevalentemente in Italia e in Francia, ma ci sono casi in diversi paesi del vecchio continente e qualcuno nelle Americhe. Fino agli anni 30 del 1900 non ci sono dati su casi in nord Europa, in Russia e nei paesi balcanici, suggerendo un collegamento praticamente esclusivo tra stimmate e cattolicesimo, e forti condizionamenti sociali, culturali e politici. Lo dimostrerebbero i picchi di casi dove era maggiore la diffusione degli ordini monastici, altri nel periodo rinascimentale e più recentemente nei periodi tra le due guerre: sembrerebbe che i fenomeni siano stimolati dal fiorire di movimenti intellettuali, cambiamenti sociali (come il rapporto donne/uomini con stimmate: fino a 100 anni fa era 7:1, adesso è 5:4). Però, a queste osservazioni pragmatiche, c’è da contrapporre il fatto che le stimmate arrivarono non solo a gente influenzata dai cambiamenti sociali e culturali, ma anche a monache di clausura, la cui vita contemplativa prevedeva scarsi contatti con il mondo esterno, e ad altre persone dalla cultura quasi nulla eppure inspiegabilmente preparate e attratte fin dalla tenera età dalla religiosità (come le marchigiane Esterina Moriconi e Giuditta Montecchiari). Questo fa sospettare che le statistiche siano state fortemente condizionate anche da una maggiore diffusione di notizie, ossia: i casi ci sono stati ma semplicemente non sono noti.

Nel volume “The devotion and promotion of stigmatic in Europe” del 2020 troviamo sia una lista che anche la biografia di ben 244 stigmatizzati in un secolo e mezzo, tra il 1800 e il 1950, che sommati a quelli dei secoli precedenti, cioè da San Francesco fino al 1700, superano i 400 casi, più quelli non noti. …continua nella prossima pubblicazione

Simonetta Borgiani

25 agosto 2025

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