Ascensione tra luoghi e credenze religiose e popolari, la processione di Polesio (AP)

L’Ascensione, nella tradizione cristiana, è la salita di Gesù al cielo avvenuta dopo la sua resurrezione. È tradizione religiosa preparare l’acqua profumata con le rose. Alcune persone non rinunciano a fare l’acqua profumata per lavarsi il viso durante la giornata dell’Ascensione, credendo che questo possa portare purificazione e benedizione. Si narra che la sera della vigilia dell’Ascensione, nella notte tra sabato e domenica, agli albori del cristianesimo, si iniziò a lasciare fuori dal balcone o sul davanzale della finestra, per tutta la notte, un una grande ciotola con acqua, cosparsa da petali di rosa e foglie di menta: secondo la credenza popolare, Gesù, in ricordo della Sua salita al Cielo, alla mezzanotte, benedice quell’acqua, purificandola.

L’acqua dell’Ascensione non è solo una pratica antichissima: è un invito alla lentezza, alla gratitudine e alla connessione con ciò che ci circonda. In un mondo che corre, questo rito ci rammenta che la bellezza può trovarsi in un petalo di rosa, in una manciata d’erbe e in una ciotola di acqua lasciata sotto le stelle. L’acqua profumata, al mattino di festa, si nebulizza dopo la doccia su tutto il corpo.

Fino alla fine degli anni ‘70, l’Ascensione era festa nazionale e tale solennità riveste una notevole importanza nella liturgia cattolica, poiché segna il momento conclusivo della vita terrena di Gesù, che con il suo corpo, alla presenza degli apostoli, si unisce fisicamente al Padre, per non comparire più sulla Terra fino alla sua seconda venuta (Parusìa) per il Giudizio finale. Prima della riforma liturgica, nella festa dell’Ascensione, dopo la lettura del vangelo nella Messa solenne, il cero pasquale veniva spento e messo da parte, a testimonianza della dipartita fisica di Cristo dagli uomini. Oggi questo momento è spostato alla Solennità della Pentecoste, a sottolineare l’unità del mistero della Resurrezione e dell’Ascensione di Cristo e del dono dello Spirito Santo.

Oggi, a causa del cambiamento, il cero non viene spento con un particolare rito, come avveniva in passato, ma tenuto acceso per tutto il tempo pasquale e tolto, senza cerimonie, dopo Pentecoste. Dall’antichità riemerge anche un altro rito che si fa sempre nella notte antecedente l’Ascensione. In una grande bottiglia piena d’acqua, senza toccarla si fa scivolare una chiara d’uovo in modo da non creare vortici o sbattimenti, poi si lascia esposta all’aperto tutta notte. La mattina si osserveranno le forme create dall’albume per interpretarle. Qualche esempio. Se appare un palazzo, significa che sposerò un uomo ricco; fiori o teli, dicono bouquet da sposa e dote, quindi matrimonio vicino e via così secondo l’intuizione personale e un codice datato per cui una mucca significava “sposerò un contadino”. In terra elpidiense vi sono anche altre interpretazioni. Al mattino si controlla quali disegni ha fatto la chiara d’uovo. Se è piatta sul fondo si dovrebbero fare le ferie al mare, se invece si creano dei picchi il consiglio è di andare in montagna.

La processione di Polesio

Sono stato sul Monte dell’Ascensione nel piccolo borgo/castello di Polesio, poche case, talune fortemente lesionate dal terremoto, che vedono arrivare tanta gente per festeggiare l’Ascensione di nostro Signore al Cielo. Polesio, vicino Ascoli Piceno, è noto per la sua processione, una tradizione religiosa amatissima da molta gente. Dei volenterosi salgono fino in cima al monte, dove fu eretta una chiesetta, prelevano la statua della Madonna col Bambino e ridiscendono in basso fino alla chiesa di Polesio. La processione passa tra altissime piante di ciliegio, cariche di frutti rossi. È un evento significativo per la comunità di Polesio e di Ascoli Piceno, con la partecipazione di fedeli e devoti provenienti anche da lontano. Durante la processione, viene portata in spalla la statua della Madonna di Polesio, accompagnata dalla banda musicale e dai bòtti pirotecnici. Questa festa è una occasione per celebrare la fede e la tradizione locale.

In passato, la festa dell’Ascensione era accompagnata da riti pagani, come la Corsa degli Scarafaggi che si sommava a quella dell’Acqua di Rose, che si sono poi integrate alla celebrazione religiosa. Oggi, la processione resta una importante manifestazione religiosa e culturale per la comunità locale. Salire al Monte Ascensione è anche l’occasione per godere del panorama mozzafiato sulla regione e sul quartiere Monticelli di Ascoli Piceno. L’area è ricca di boschi e fioriture, rendendo la escursione una piacevole esperienza. Pochi sanno che il monte a Scaloni dell’Ascensione, è amatissimo dai botanici perché su ogni gradone si trovano delle specialità che non sono poi presenti sull’altro: fenomeno studiato dai professori universitari del settore. La processione percorre il sentiero selezionato nelle “più belle escursioni delle Marche” attraverso i boschi dell’Area Floristica Protetta fino alla vetta con il panorama a 360°.

Alberto Maria Marziali

27 agosto 2025

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