Francesca D’Alessandro interviene sulla vicenda della dottoressa Martina Medei e in difesa del personale sanitario: “Non è tollerabile che si continui a prendere di mira il personale sanitario che si prodiga in condizioni speso difficilissime per quella che io considero la prima espressione di civiltà: la cura. Intesa non solo come diagnosi e intervento, ma come attenzione, presa in carico della sofferenza. Nei giorni scorsi al poliambulatorio di Treia qualcuno ha lasciato un biglietto ignobile con delle offese rivolte alla dottoressa Martina Medei, medico di base, giovane e preparatissima, che profonde il suo massimo impegno nell’assistenza e nella cura appunto di cittadine e cittadini. Ho deciso di intervenire in questa vicenda perché mi sento toccata come persona, come donna, ancor prima che come vice sindaco della città capoluogo e come candidata alle elezioni regionali nel collegio della provincia di Macerata. Bene ha fatto la dottoressa Martina Medei a denunciare pubblicamente l’accaduto: le parole riportate nel cartello sono di una gravità e di una violenza verbale inaudita. Senza contare la viltà del gesto commesso dall’autore che si è riparato dietro un anonimato vigliacco. È la prassi dei cosiddetti leoni da tastiera che ha inquinato, attraverso un uso distorto dei social, la nostra convivenza. Ma tacere è farsi complici di costoro.
Sappiamo che c’è un numero di medici di medicina generale insufficiente, e tanto più bisognerebbe ringraziare chi decide, come Martina Medei, di mettersi al servizio di una comunità, della cittadinanza, sfruttando la possibilità che giustamente la Regione Marche ha dato di convenzionarsi con l’Ast ancor prima di terminare il corso triennale di formazione. I medici vanno difesi e supportati con ogni strumento, perché la strada che intraprendono è quella di prendersi cura della salute di noi cittadini, noi mettiamo le nostre vite e la nostra salute nelle loro mani. E quanto accaduto è inammissibile.
Non possiamo commettere l’errore di dimenticare le immagini di qualche anno fa quando dottoresse dottori, infermiere infermieri e operatori sanitari tutti, combattevano il covid cercando di salvare vite umane ogni giorno negli ospedali, che erano divenuti luoghi pericolose e trincee della sanità. Li abbiamo chiamati eroi, salvo dimenticarcene passata l’emergenza. Ma i medici, gli infermieri così come le Forze dell’Ordine sono i nostri eroi quotidiani. A loro deve andare il nostro ringraziamento costante, mentre a me come politica spetta l’onere di creare le condizioni perché possano operare al meglio e per tutelarne l’opera e la dignità.
Chiesero anni fa all’antropologa Margaret Mead quale fosse stato il vero progresso dell’umanità Lei rispose: non la ruota, non il linguaggio, ma un femore rotto e poi guarito. Nel mondo animale, una gamba rotta significa morte, ma un femore guarito in una comunità antica significa che qualcuno ha assistito e nutrito la persona ferita, prendendosene cura fino alla guarigione. Sta lì, nella cura, il fondamento della civiltà. Perciò ho sentito il dovere civico di intervenire per dare solidarietà alla dottoressa Martina Medei e riaffermare che il mio impegno, sinora come vicesindaco di Macerata e domani se sarò eletta come consigliere regionale, sarà sempre indirizzato a difendere e tutelare il senso di civiltà, la coesione della comunità, il diritto alla salute e la funzione di cura nel rispetto della persona umana”.
Francesca D’Alessandro

12 settembre 2025


