Ho sistemato la mia credenza. L’ho resa esattamente come volevo che fosse, è una vecchia credenza, ereditata. Non svolge alcuna funzione che la modernità impone, che la società desidera. È inadatta a raccogliere i bisogni della nostra nuova, “sempre nuova e a spasso con i tempi”, società. Ha vetri sabbiati e decorati; non infrangibili. Non è a norma. Non rispecchia una nuova norma e si sa che le norme sono astringenti. Non permettono piani di evacuazione. La mia credenza sta bene nella mia casa ma risulta ridicola in ogni casa dei miei amici. Non è colpa solo della credenza ma dello stile di vita che abbiamo maturato con tanti sacrifici.

Non è smart. Smart è un termine inglese che, introdotto nell’idioma italico, accresce un significato di una parola che in italiano sicuramente esisterebbe ma che non abbiamo tempo di studiare. Allarga i confini del mondo in modo da poter parlare solo con persone di un certo tipo. Smart: intelligente, sveglio, alla moda, bello, aspro, frizzante. Come verbo indicherebbe sofferenza, qualcosa che faccia frizzare, dolere, produrre dolore. In italiano ci sforzeremmo per spiegare qualcosa ma usando l’inglese è tutto più semplice, generico, informe, come questa società de-sidera. Ma chi ha de-siderato, portato in terra dalle stelle, questa società?
Andrea Santini
13 settembre 2025


