Tra i cacciatori di Montolmo più appassionati si ricorda un muratore che per un certo periodo andò famoso nelle nostre contrade per essere anche un bravo corridore ciclista. Si tratta di Gujè de Panara, al secolo Guglielmo Palombari, uomo di grande vigoria fisica e di forte temperamento, da giovane portato a menare le mani con molta facilità e grande danno per gli avversari.
Ebbene, fu proprio a causa di reiterate liti in osteria, sedate grazie all’intervento dei Carabinieri, che a Gujè venne ritirata la patente di caccia. Un provvedimento punitivo quanto mai sofferto dal muratore, il quale non sapendosi rassegnare e rinunciare alle sue scorribande per le campagne, che cosa escogitò? Si travestì da prete, tutto in tonaca e con tanto di largo cappello in testa. Col fucile e la cartucciera ben nascosta nella tonaca continuò ad andare a caccia sin quando, scaduti i termini di confisca, non gli venne ridata la patente.
Figurarsi quanto poteva esserci di più sconcertante di un prete col breviario in mano per i sentieri di campagna che, nascostamente, all’occorrenza, tirava fuori il suo fucile e sparacchiava alla selvaggina. Va detto che nessuno mai si azzardò a fare una spiata ai Carabinieri. Riferirò infine che Gujè usava canticchiare spesso, da buon cacciatore, la seguente popolarissima filastrocca:
Java a caccia vabbu mia / tra la mènde sua dicìa / “E per falla ‘m-bo’ più bèlla / ce vò ‘na tórda, ‘na pica e ‘na merla / e per falla ‘m-bo’ più ttónna / ce vò ‘na pica, ‘na merla e ‘na tórda / e per falla ‘m-bo’ più pulita / ce vò ‘na mèrla, ‘na tórda e ‘na pica!
Claudio Principi
22 settembre 2025


