Accomuna gli stigmatizzati una pretesa capacità di prendere su di sé i mali degli altri, riconducibile effettivamente al messaggio cristico. Azzardiamo la ipotesi che le manifestazioni corporee durante le “estasi” siano spiegabili con le seguenti dinamiche coesistenti:
– Fanatismo che spinge il corpo a manifestare i segni: la mente riesce a modificare il corpo. Se consideriamo che ogni malattia ha origine da uno squilibrio energetico creato nel tempo dalle emozioni, non è stravagante immaginare come un forte connubio di emozioni, uno stato meditativo profondo, possano alterare l’ordine della materia. Pensiamo per esempio a quelle mistiche che non assunsero cibo per anni, come Teresa Neumann, Anna Katharina Emmerick, Santa Caterina da Siena.
– Channeling, contatto con altra dimensione dove il concetto di tempo non è come il nostro, ma è un non-tempo e la persona rivive veramente l’accaduto connettendosi in quel luogo, in quella persona che in quel momento era in vita (ora entità disincarnata, un cosiddetto “maestro asceso”, una entità molto forte con cui si può comunicare).
Interferenze – In questo scenario, spesso non mancano interferenze che potremmo definire “di bassa frequenza”, entità a cui interessa il nutrimento energetico da sottrarre al mistico, la cui presenza consapevole nello spazio astrale viene subito captata e attaccata. Ciò che si verifica nella nostra realtà tridimensionale è la proiezione di ciò che accade in astrale: per spiegarla in modo semplice immaginiamo di trovarci a volteggiare sospesi in uno spazio buio e vuoto e altri esseri arrivano e cominciano a strapazzarci, la corrispondenza fisica è vedere lo stigmatizzato lanciato sul soffitto o sbattuto a terra da mani invisibili. Stiamo parlando di persone speciali, che definire fortunate o sfortunate sarebbe un giudizio superficiale.
Riconoscimento selettivo – Le istituzioni finora hanno fatto un riconoscimento selettivo, santificando alcune, silenziando tutte le altre, specie nei casi in cui i mistici si sono “autogestiti” al di fuori delle regole religiose, praticando cioè per conto proprio letture sacre, preghiere ed esercitando attività di guarigioni e profezie. Un esempio del secolo scorso è la stigmatizzata belga Rosalia Put, la cui storia può essere precorritrice dei movimenti e attività spirituali contemporanee, consistenti nella tendenza di vivere il cristianesimo con un certo distacco nei confronti dell’istituzione “Chiesa”.
Stati meditativi – Peraltro, gli stati meditativi a volte associati a lunghi digiuni non sono una esclusiva occidentale, li ritroviamo tutti insieme in altre forme di culto come lo sciamanesimo, i guru indiani, pratiche ascetiche estreme buddiste; esistono simili manifestazioni anche nella tradizione musulmana, sono emografie, cioè comparsa sul corpo di lesioni a forma di versetti del corano! Senza dimenticare anche il concetto di dèmoni, diffuso ovunque fin dalla preistoria. Quindi, vale la pena rispolverare queste storie di vite “particolari”, parlarne ancora, rivalutando anche quelle dei santi, che sembrano sempre più lontane e facilmente giudicabili inventate. Solo quando la scienza ufficiale e quella metapsichica si incontreranno seriamente, senza condizionamenti, si riuscirà a spiegare questo e tanti altri “misteri”, che sfuggendo al controllo di ogni forma di potere, di tradizione, di censura, di comunicazione, a dispetto di tutti continuano a verificarsi.
Le rinunce – Per i cristiani, Gesù appare nelle visioni degli stigmatizzati, e chiede loro di rinunciare alla propria identità, al proprio ego, rinunciare a una vita normale di lavoro, gioie, desideri, cose materiali. Nel momento in cui queste persone accettano, più o meno consapevolmente, ha inizio per loro un calvario di sofferenze fisiche e psichiche, una agonia che si porteranno dietro fino alla morte fisica. In più, le loro sofferenze vengono appesantite assorbendo anche quelle delle persone da loro aiutate.
Reincarnazione – Se è vero che ogni nostra vita terrena è una tappa di esperienze da aggiungere al nostro bagaglio vita dopo vita, ammettendo ovviamente la reincarnazione -concetto esistente in tutte le religioni, in origine anche in quella cristiana- fino in un futuro lontano a non rinascere più e ritornare alla fonte, al Padre, identificabile con il Paradiso, ecco che quelle dei mistici sono un accumulo veloce di esperienze, proprie e altrui, che potranno consentire alle loro anime una scorciatoia, un bruciare le tappe, 100 vite in una! È questo dunque il senso del sacrificio cristico? È questo il senso del cristianesimo stesso, incentrato sul dare dignità ai sofferenti “chi più soffre in questa vita carnale più va velocemente in paradiso”?
Lo stigmatizzato è un privilegiato? – Detto così però potrebbe insinuarsi l’idea che lo stigmatizzato sia in qualche modo privilegiato rispetto a tutti gli altri esseri umani. Non è proprio così: anche tutti coloro che avranno un aiuto, incontreranno, cureranno il mistico, o semplicemente leggeranno questo scritto, saranno in qualche modo coinvolti nell’esperienza. Le stigmate contengono messaggi anche per tutti noi “altri”. Concetti non semplici da spiegare e interiorizzare, a ogni modo, qualcosa “arriva” visto che il personaggio Cristo è dopo 2000 anni ancora vivo nelle culture e nelle coscienze.
Puntata precedente – https://www.larucola.org/2025/08/25/stigmate-e-stigmatizzati-una-ricerca-stimolata-dalla-nota-vicenda-della-santarella
Simonetta Borgiani
29 settembre 2025


