Termine dialettale? è scritto male? La parola “DENONNI” ci fa risalire a 250 anni fa

Qualcuno leggendo penserà che ho sbagliato a scrivere ma scorrendo questo breve scritto, fino in fondo, scoprirete che così non è: DENONNA non è un termine dialettale scritto male ma è una parola corretta! Basta fare qualche ricerca sul tema Albero Genealogico e lo si troverà.

Ho sempre avuto a cuore la ricerca per scovare i nomi e la storia di chi ci ha preceduto e, girando nei cimiteri, porto rispetto e interesse per le antiche sepolture perché lì c’è la storia delle nostre famiglie, lì ci sono ricordi che hanno collegamento con la nostra vita. Mi sto accorgendo, però, che necessito di approfondire la conoscenza del mio albero genealogico, cioè di conoscere i nominativi e le storie da cui è scaturita la mia esistenza. Ho intenzione di fare una ricerca cercando bene nei registri parrocchiali, e se ci riuscirò sarà la prima volta che potrò fare un viaggio speciale per far luce sui miei avi.

Già leggendo il loro grado di parentela ho scoperto una cosa. Eh sì! ecco… forse ho capito perché nonna si rivolgeva me dicendo: “AMORE DENONNA!” Come ho detto mi sono domandato spesso, cosa c’è stato prima di me. Normalmente non abbiamo risposte oltre i nonni se non briciole, frammenti di ricordi… né sapremo nulla di chi verrà dopo di noi. Quello che so è che esisto perché qualcuno mi ha concepito. E sono grato ai miei avi che generazione dopo generazione hanno fatto sì che la vita si trasmettesse. Leggete con me una curiosità che ho appurato e cercate di pensare a storie e luoghi dei nostri antenati, come se guardassimo attraverso un caleidoscopio.

Per voi caleidoscopio è un nome strano? Il caleidoscopio (dal greco καλός kalós “bello”, εἶδος eîdos “figura, forma, immagine” e σκοπέω skopéō “osservo”) è uno strumento ottico che si serve di specchi e frammenti di vetro o pietruzze, colorati per creare una molteplicità di strutture simmetriche. Il più rudimentale caleidoscopio conosciuto è formato da un semplice tubo di cartone rivestito internamente di almeno tre specchi (montati solitamente fra loro in modo da formare angoli di 60°); da piccolo ne avevo uno e ci passavo delle ore a osservare immagini fantastiche generate da questo giocattolo. Appoggiando l’occhio a una estremità (come guardando in un cannocchiale) e ruotando l’intero strumento, era possibile vedere delle figure geometriche, simmetriche, colorate e variabili, ottenute dalle riflessioni negli specchi.

Scusate la divagazione e torniamo agli avi, diamogli una qualifica e contiamoli. Siamo nati, ma abbiamo avuto bisogno di: 2 genitori – 4 nonni – 8 bisnonni – 16 trisavoli – 32 bisarcavoli – 64 quintisavi – 128 exanonni – 256 eptanonni – 512 ottanni – 1024 ineanonni – e… 2048 “DENONNI” – Eccoci! Wow!

Analizzando, con 11 generazioni si arriva a circa 250 anni fa! Pensate un po’ da dove arriviamo. A voi capita mai di chiedervi: “Ma io, da dove vengo? Ciò che è dentro di me, quante tempeste ha già combattuto? Quanta fame ha già sofferto? Quante guerre ha vissuto? A quante intemperie e difficoltà è sopravvissuto quand’era carne dei nostri antenati? E quanto amore ci hanno trasmesso? Quanta forza, gioie e stimoli abbiamo ereditato da tutti loro? Quanto della loro forza interiore è giunta fino a noi, perché oggi fossimo vivi?” In fondo, esistiamo solo grazie a tutto quello che ognuno di loro ci ha trasmesso.

Ovunque siano ora, è bello pensarli con gratitudine, perché senza di loro oggi non saremmo qui. Stasera andiamo in giardino e guardiamo il cielo e la luna: sono gli stessi astri che hanno guardato loro. Solo che noi oggi li stiamo guardando dal basso mentre loro, è probabile, li stanno ammirando dall’alto. Guardano dal Cielo, dalla zona panoramica che si addice a guardare le stelle! E chi sono di preciso queste antiche persone? Cosa facevano in vita? Come ho detto, bello sarebbe poter andare nei vecchi archivi comunali o parrocchiali e risalire, a ritroso, nella nostra storia. Nella storia della nostra “Ascendenza”. Bello sarebbe anche riscoprire le loro tombe e leggere le epigrafi.

Alberto Maria Marziali

2 ottobre 2025

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