Maurizio Boldrini, intervistato, a ruota libera su ciò che non va nel mondo della cultura

Lunedì 6 inizia il 43° anno della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro diretta da Maurizio Boldrini. 

Maurizio Boldrini

Sono arrivati i 43 anni della Scuola, direttore cosa è cambiato nel corso degli anni? – Quattro decenni fa chi arriva al Minimo Teatro era già pronto per accogliere le materie, le indicazioni e acquisire nuove conoscenze, oggi ho l’impressione di essere, mio malgrado, un eroe che tenta di salvare persone dalle sabbie mobili circostanti che inghiottono anche le teste meno sprovvedute.

La causa di questa circostanza? – Molte cause, mi limito all’ambito formativo culturale. L’università è un diplomificio per classifiche a punti, il cinema è un luogo per vendere popcorn, il teatro poi è più che mai paradossale: tanto più sono belli i luoghi architettonici tanto più è idiota il loro contenuto, la poesia è ridotta a melensa pasticceria festivaliera. La scuola del Minimo Teatro è una vana resistenza a queste stupidità invasive e una strenua testimonianza dell’arte autentica, misconosciuta, che purtuttavia riesce a mantenersi come studio in progressione. 

Perché “vana” resistenza? – Ogni resistenza è vana, specie oggi, il linguaggio ha ormai travalicato completamente la definizione delle cose per comprendere e vivere e ha assunto una funzione protocollare aziendale. E questo purtroppo ha contagiato tutti gli ambiti relazionali: dall’ asilo all’ università, dalla politica alla sanità pubblica, tutti sono diventati servi incoscienti del sistema coloniale della parola. Come riprova basta entrare in quegli spacci chiamati impropriamente librerie: molto difficile oggi, quasi impossibile, trovarci un libro, molto facile trovarci puttanate.

E allora che si fa? – Si fa comunque, fino a che è possibile, per offrire umanamente una occasione di conoscenza, alla peggio per testimoniare a se stessi che il servilismo delle circostanze ancora non ci ha preso l’anima. Quando ero giovane mi avevano quasi convinto che alcuni celebrati maestri fossero tali e degni di rispetto, alcuni vivono ancora e allora come oggi continuano a fare marchette e repliche con l’arte. Io li ho conosciuti e frequentati ma in definitiva sono stato sempre da un’altra parte, non so se sia giusta o sbagliata, è solo un’altra parte caratterizzata dall’anelito costante verso lo studio autentico e la conoscenza.

Le prime due lezioni di lunedì ore 16.00 e ore 20.30 sono liberamente aperte, chi desidera parteciparvi non ha che da raggiungere borgo Sforzacosta n.275, sede del Minimo Teatro, tel. 347 1054651.

A cura di Patrizia Mancini 

5 ottobre 2025

 

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