Nell’Ottocento, anche nelle Marche, c’era una vivace attività culturale che era principalmente dovuta al ceto nobile e Cingoli non è stata immune da questa tendenza, tanto che alcune famiglie, disponendo di notevoli rendite economiche, nei loro palazzi avevano attrezzato più stanze a biblioteca dotandole di notevoli quantità di volumi (la biblioteca Castiglioni ne aveva più di 17mila!) con argomenti che spaziavano dalla filosofia alle lettere, dalle arti alla storia, alle scienze sacre e a trattati di giurisprudenza. Le biblioteche cingolane più importanti sono tre: la biblioteca Raffaelli, la biblioteca Castiglioni e l’Ascariana.
La biblioteca Raffaelli – si è sviluppata nel corso di due secoli. Un ruolo rilevante per il suo sviluppo lo ha svolto Francesco Maria Raffaelli (1715-1789), filologo e storico, il quale acquistando gran parte delle storie municipali e altri generi di volumi, fece della biblioteca un punto di riferimento tra le raccolte librarie patrizie. Il catalogo di tale raccolta fu redatto addirittura dal Vogel che era a Cingoli per riordinare l’archivio della comunità. Il Vogel organizzò il materiale in quattro sale, classificando i volumi per materie e procedette infine alla redazione del catalogo. Questo era composto da quattro volumi con l’elenco delle opere a stampa e un quinto con l’indice dei manoscritti e dei codici (832 unità). Purtroppo per le difficoltà economiche della famiglia, ridotta a due anziane signore, l’intera biblioteca andò all’asta nel 1915 finendo dispersa.
La biblioteca Castiglioni – Egual sorte non toccò alla biblioteca Castiglioni grazie a Giovanni Spadoni che, per conto della biblioteca maceratese Mozzi-Borgetti l’acquistò nel 1935 dagli eredi di Filippo Castiglioni, salvandola dalla dispersione. Questa raccolta libraria avviata nella prima metà del ‘700 e arricchita in modo esponenziale da Francesco Saverio, futuro Papa Pio VIII, era distribuita in cinque stanze e così suddivisa: storia, filosofia, teologia, letteratura e giurisprudenza. Giunta alla Mozzi-Borgetti questa raccolta libraria inizialmente è stata dotata di un catalogo cartaceo a schede ma dal 2023 si è provveduto alla sua informatizzazione per cui oggi è pienamente fruibile dagli studiosi di tutto il mondo. Il lavoro di catalogazione è durato un anno e ha visto in opera quattro catalogatori. Questo progetto, importante per la fruizione dei volumi, ha coinvolto in partenariato il Comune di Cingoli e un’altra importante realtà cingolana: la biblioteca “Ascariana”.
La biblioteca Ascariana – Questa nasce all’interno di un ente religioso ma per volontà di una iniziativa privata. La denominazione “Ascariana” è un omaggio al monaco silvestrino Giovanni Ludovico Ascari, presbitero e prefetto di casa del cardinale Ludovico Pico della Mirandola, poi dal 1722 sacrista e penitenziere di San Benedetto di Cingoli, monastero in cui rimase fino alla sua dipartita avvenuta nel 1749. A lui si devono incremento, regolamentazione e finalità pubblica di questa raccolta libraria che è all’origine della biblioteca comunale di Cingoli e che di questa costituisce oggi il fondo più importante della sua collezione antica. Questo volumetto di cui oggi abbiamo trattato contiene gli atti della giornata di studi tenuta a Macerata sulla biblioteca Castiglioni.
Fernando Pallocchini

8 dicembre 2025


