Purtroppo non ci sono più i chierichetti nelle chiese. Molti si lamentano che pochi sono quelli che si fanno preti ma nessuno si accorge di quanto scarseggino i ragazzini nella vita organizzativa della chiesa.
Eppure era bello il servizio di chierichetto; un percorso che aiutava a completare l’insegnamento del catechismo e a prepararsi meglio a vivere i Sacramenti che si ricevono, a continuare a vivere ogni fase della crescita e a inserirsi fin da piccoli in tutte le attività parrocchiali e pastorali così trovando il proprio percorso formativo e spirituale e trovare il proprio “Eccomi” nel cammino vocazionale. Non era raro che il chierichetto, crescendo, scegliesse di entrare in seminario.
I chierichetti sono chiamati Angeli dell’Altare, perché assistono il sacerdote sull’altare come gli angeli assistono in cielo davanti al trono di Dio. Inoltre, il sacerdote sull’altare è ministro e rappresentante di Gesù Cristo; e così il ragazzino servendo il sacerdote serve e assiste più da vicino Gesù Cristo. Durante il Sacrificio della Messa gli angeli assistono invisibilmente, adorando Gesù Cristo, presente sull’altare. Per imitazione di loro, il chierichetto assiste Gesù Cristo servendo il suo ministro, il sacerdote.

Oggi attorno all’altare, durante la messa, sono solo uomini e donne vecchi: è una situazione triste. Preghiamo perché si dia inizio a una nuova generazione di fedeli, affinché i piccoli continuino a servire il Signore con grande gioia e affinché in loro germini il seme della fede e della vocazione. Proviamo a ricordare gli anni in cui i bambini di nove o dieci anni indossavano le vesti del chierichetto.
Si trattava di una tonaca rossa con molti bottoni sul davanti e di una veste bianca col pizzo che mettevano sopra la tonaca. Il loro compito era quello di assistere il sacerdote, il parroco o il frate che fosse, alla Messa e in tutte le altre funzioni religiose: funerali, matrimoni, rogazioni, vespri, novene ecc. Si cantava e pregava in latino, soprattutto. Per il vero i bambini non ci capivano nulla, ma riuscivano a recitare quasi tutto a memoria.
Qualche sacerdote, colpevolmente, volle fare a meno di questi piccoli servitori in quanto i ragazzini, giocando, talvolta facevano qualche danno: rischiavano di dare fuoco alla chiesa con il turibolo, si versavano addosso il vino dell’ampollina nel tentativo di berlo, lasciavano cadere la navicella spargendo incenso ovunque, smontavano le campanelle e, magari, si perdevano il batacchio… ve ne potrei raccontare… I bambini, normalmente, non aspirano a essere né a divenire santi, ma desiderano solo sentire il piacere di sentirsi cristiani, proclamarsi tali, praticando la fede nel modo a loro più congeniale, possono arrivare a scoprire la vocazione e a proseguire con gli studi in seminario.
Etimologia
Chierichetto deriva da “chierico”, ne è un diminutivo a indicare un giovane servitore della liturgia. Dopo il Concilio Vaticano II per superare la natura diminutiva del termine e focalizzarsi sul servizio si preferisce utilizzare la parola “ministrante”. Questa nuova definizione deriva dal latino “ministrans”, ossia colui che serve. La scelta è stata fatta per sottolineare il ruolo di servizio del giovane all’altare, come Gesù che è il “servo per eccellenza”.
Alberto Maria Marziali
11 dicembre 2025


