Osservando una carta geografica dell’America latina, a sud della capitale si potrà notare che l’Argentina inizia a restringersi, lì troviamo la città di Bahia Blanca. Siamo nella provincia di Buenos Aires, ai confini con le province de “La Pampa” e del “Rio Negro” e inizia la Patagonia.
Questa città fu fondata come fortezza l’11 aprile del 1828 dal colonnello Ramón Estomba in una baia naturale, in seguito divenne un importante scalo portuale. Oggi la città conta circa 400mila abitanti e vive a Bahia Blanca una importante comunità del Bel Paese: sono circa 40mila coloro che possiedono la cittadinanza italiana. L’intervistato è Juan Carlos Paglialunga (Giancarlo per gli italiani). Fino a inizio 2025 è stato presidente del Centro Marchigiano di Bahia Blanca, oggi è presidente della Federazione dei Marchigiani in Argentina. È uno dei sette consiglieri argentini del “Consiglio Generale degli Italiani all’Estero” (CGIE).

Ci racconta un po’ dei luoghi, dei suoi antenati e delle iniziative. Il nonno Giovanni (classe 1875) era stato in Argentina, con il fratello, nel 1897. In quel periodo gli inglesi stavano sviluppando la rete ferroviaria. La città stava diventando un importante snodo ferroviario per l’esportazione, via nave, del grano, del cuoio e della carne salata. Nel 1907 il nonno tornò in Italia, si sposò Fiore Marsili, una ragazza di Fermo che non volle recarsi in Argentina. Così Giovanni restò nelle Marche dove nacquero i suoi sei figli.
Luigi (classe 1915), padre di Giancarlo, svolse il servizio militare di leva in fanteria. Allo scoppio della guerra fu richiamato e si ritrovò a Stalingrado. Sapeva leggere e scrivere e diventò sergente maggiore …ma riportò il congelamento di alcune dita delle mani e dei piedi e fu rimpatriato. Per corrispondenza aveva conosciuto la giovane Ave Albina Verducci, al rientro poterono incontrarsi di persona e il 18 ottobre 1947 si sposarono. Ave aveva uno zio che viveva nella provincia de “La Pampa”, che pagò loro il biglietto della nave per raggiungerlo in Argentina. Inviò la cosiddetta “chiamata” e si rese garante di loro presso il governo argentino.

Sbarcarono a Buenos Aires dalla nave “San Giorgio” il 5 luglio 1948. Dopo tre anni, trascorsi a Guatrache, dove nacque Giancarlo, la famiglia si trasferì successivamente a Bahia Blanca. Nel 1951 il padre Luigi aveva già appreso il mestiere di fabbro e la madre quello di sarta. C’era tanto lavoro per tutti, in quel periodo l’Argentina veniva definita il “granaio del mondo”. Era molto diffuso l’allevamento dei bovini, anche la pesca era importante. Con i risparmi riuscirono a diventare proprietari di due case nel quartiere marchigiano “Kilometro 5”, posto, appunto, a cinque chilometri dal centro di Bahia Blanca. Agli inizi del ‘900 gli abitanti di quel quartiere erano riusciti a irrigare i loro orti con le acque del piccolo fiume Napostà. Quell’attività si sviluppò tanto che gli abitanti di quel quartiere vendevano ortaggi e verdure al mercato locale.
Oggi con la crescita edilizia della città gli orti sono a 15-20 km dal centro. Da 30-40 anni Bahia Blanca è diventata un grande polo petrolchimico, si è sviluppata anche un’industria metallurgica che lavora per il porto. In Argentina si pratica da secoli l’agricoltura estensiva e nella pampa l’allevamento allo stato brado o semibrado. L’esportazione dei prodotti derivati dall’allevamento dei bovini, ossia pellami, cuoio, carne salata, sego per le candele e il sapone, era iniziata verso il XVII secolo. Nel 1876 con l’invenzione delle navi frigorifere l’esportazione della carne ebbe un notevole impulso. Oggi nelle vaste campagne vicine si stanno diffondendo oliveti e la coltivazione del grano duro. Il turismo è una tendenza nuova e si sta cercando di incrementarlo. A circa 100 km, a “Sierra de la Ventana”, c’è una bella zona collinosa, “Monte Hermoso” e “Pehuen Co” sono due spiagge con dune sabbiose. Bahia Blanca è pure un luogo di passaggio oltre che verso il sud (la Patagonia) anche a ovest verso la catena montuosa delle Ande e il Cile.
Il Centro Marchigiano di Bahia Blanca possiede un edificio di proprietà in via Rondeau 226, dove si tengono corsi di lingua italiana per adulti e bambini. Ciò consente di mantenere vive le radici italiane e marchigiane. Si lavora d’intesa con il Consolato Generale italiano locale: ha una enorme giurisdizione che comprende tutta la Patagonia e una parte della provincia di Buenos Aires. Bahia Blanca dista dalla capitale Buenos Aires circa 678 km; si può raggiungere generalmente in 8-9 ore di pullman o in aereo. Ushuaia, la fine del mondo, è all’estremo sud distante 2.700 km. I treni sono usati perlopiù per il trasporto delle merci. Le distanze in Argentina non sono piccole come quelle italiane.

La nave scuola Amerigo Vespucci, durante il suo tour mondiale, si è fermata al porto di Buenos Aires nel marzo 2024, un amico di Giancarlo l’ha visitata e gli ha portato il pezzettino di una vela. Nella terza settimana di novembre 2025 si svolgerà una versione in trasferta di “Tipicità festival 2025. Armonia di sapori e territori” di Fermo, durante la settimana della cucina italiana nel mondo. Saranno presenti le comunità italiane di Bahia Blanca, del Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia. Si potranno gustare: vincisgrassi, porchetta, torte, dolci vari e gelati. Gli italiani di Bahia Blanca avrebbero tutti piacere di visitare l’Italia.
Eno Santecchia
12 dicembre 2025


