Quieta non movere” e a Macerata ogni lavoro si trascina dietro la canea dei vocianti

Spezzo una lancia (mezza, una… lancetta) a favore dell’Amministrazione maceratese, perché ogni volta che si muove una paglia (ritardi nella consegna di una qualche opera) abbaiano sui social i soliti “sinistrati-organizzati” o “influencer de noàntri”, attizzando la canea delle pecore ignoranti. Secondo costoro la città dovrebbe essere uno stagno dall’acqua ferma (diceva a ogni nostro incontro lo storico Libero Paci: “A Macerata quieta non movere”) che, però, a lungo potrebbe imputridire.

Il danno fatto da Parcaroli & Co. è che stanno mettendo in ordine il territorio avendo messo mano a tutte quelle opere mai fatte nel passato, dalla sistemazione delle buche, a nuovi marciapiedi, a nuove strade e a strutture importanti (piscina, sottopasso ferroviario e altre). Hanno avuto la capacità in un momento favorevole di presentare progetti che sono stati tutti approvati e finanziati e si sono… intoppati. Proprio come uno che ha mangiato troppo e ha la digestione difficile e non è utile in questi casi un effervescente per digerire.

Oggi i cittadini, almeno quelli miopi, guardano al danno momentaneo (file, incomodi vari, posti auto occupati da cantieri) e non vedono le comodità future. Ciò in cui sbaglia l’Amministrazione è dare alla stampa date certe di fine lavori, perché sappiamo per esperienza che certe mai sono: ogni lavoro ha i suoi imprevisti.

Guano di Piazza

14 dicembre 2025

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